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Strage del Macrolotto

Il messaggio di Napolitano a Prato: "Lavoro ma con le regole"

Paolo Nencioni
Il salone consiliare del Palazzo comunale durante la commemorazione della strage del Macrolotto
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Il salone consiliare del Palazzo comunale durante la commemorazione della strage del Macrolotto

Alla commemorazione in Palazzo comunale delle sette vittime del rogo della Teresa Moda arriva il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il nuovo console cinese Wang Fuguo: "Una tragedia che non dimenticheremo"

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PRATO. Il sindaco Matteo Biffoni, aprendo la commemorazione delle sette vittime della Teresa Moda nel salone del consiglio comunale, ha annunciato di aver ricevuto una lettera dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella quale il presidente definisce Prato “il simbolo della manifattura italiana” e rinnova l’invito a lavorare nel rispetto delle regole.

"Questo anniversario - ha scritto Napolitano - rappresenta l'occasione per ribadire con forza l'importanza del pieno rispetto delle leggi e dei diritti fondamentali dei lavoratori e la necessità di combattere a ogni livello l'illegalità e lo sfruttamento, salvaguardando al contempo l'imprenditorialità rispettosa delle regole". Il presidente Napolitano definisce la città di Prato "il simbolo della manifattura italiana ed un interessante laboratorio sociale per i suoi legami con l'economia globale e la sua coesione sociale".

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“Non siamo qui solo a commemorare la tragedia - ha detto Biffoni - ma siamo a ribadire che per Prato la tutela dei lavoratori è una priorità assoluta. Quanto accaduto l’anno scorso è stato per la città e per il paese intollerabile. Ogni volto che un uomo o una donna muore sul posto di lavoro, per noi è una sconfitta. Quella di via Toscana è stata una tragedia annunciata, come sempre quando si violano le regole che tutelano la sicurezza dei lavoratori. Prato è una città amica di chi sta alle regole, è questo e solo questo il sistema Prato”.

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“Non dimenticheremo mai la strage di via Toscana e per questo abbiamo iniziato un percorso per favorire il rispetto delle regole da parte degli imprenditori cinesi”. Lo ha detto Wang Fuguo, 56 anni, il console cinese di Firenze, prima di partecipare all’incontro in consiglio comunale per ricordare la morte dei sette operai cinesi della Teresa Moda, il 1° dicembre 2013. Wang Fuguo, già ambasciatore in Bosnia Erzegovina, ha detto di essere arrivato da appena una settimana e di aver incontrato il prefetto Maria Laura Simonetti per fare il punto sulle strategie di integrazione. Un processo che, secondo lui, richiede l’impegno congiunto di italiani e cinesi. Wang ha ricordato che il Consolato lanciò un appello agli imprenditori subito dopo la tragedia per il rispetto delle regole.

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