Sicurezza
Prato, dalla Provincia dieci milioni di euro contro il rischio idraulico
Un pacchetto di interventi già finanziati per la messa in salvaguardia di Ombrone, Bisenzio, Bagnolo, Ficarello, Calice e Calicino. A Ponte Attigliano una cassa di espansione due volte di quella a Ponte alle Vanne
PRATO. Dieci milioni di euro. Ammonta a questa somma il pacchetto di interventi per la tutela del rischio idraulico che la Provincia lascia in eredità al nuovo Ente che prenderà il suo posto. Interventi tutti finanziati e progettati (tranne uno, ma è questione di giorni).
«Si tratta di interventi strategici e che rappresentano una svolta, vista la velocità di realizzazione e per come sono stati finanzianti – commenta l’assessore Stefano Arrighini – Si tratta di una quantità di lavori senza precedenti che riguardano la sicurezza sul reticolo idraulico del nostro territorio, per riparare i danni subiti negli ultimi anni e garantire la sicurezza di case e imprese. Al nuovo ente che verrà dopo la Provincia il compito di concluderli».
La suddivisione dei finanziamenti è così ripartita: 7 milioni 890mila euro dalla Regione, 1 milione e 600mila euro dai fondi Por, 1 milione e 280mila euro dalla Provincia e 80mila euro dal Consorzio di Bonifica. Ed è pronto anche il piano per le opere da realizzare nel 2015. Gli interventi riguardano l’Ombrone, il Bagnolo, il Bisenzio, il Ficarello e il Calice/Calicino.
Per quanto riguarda l’Ombrone la Provincia sta eseguendo, come soggetto attuatore, lavori per circa 1 milione di euro, un altro cantiere è aperto per lavori portati avanti dal Genio civile. Inoltre, viene sistemata la cassa di espansione a Ponte alle Vanne (opera eseguita dal Consorzio di Bonifica). “Il Consorzio – aggiunge Arrighini – si sta occupando anche dei lavori della cassa di espansione di Ponte Attigliano, l’opera strategicamente più importante del pacchetto (intervento del costo 3 milioni di euro ndr). Una volta terminata avrà il doppio della portata di quella di Ponte alle Vanne, questo vuol che da sola può triplicare la capacità di invasamento delle acque”.
L’assessore, per la messa in sicurezza del Ficarello, ricorda come più volte il torrente abbia dato problemi ed ha costretto anche a chiudere la vecchia Montalese. A salvaguardia delle aree comprese fra il Calice ed il Calicino, zone interessate da vari allagamenti, è pronto il progetto esecutivo del primo lotto, mentre l’aggiudicazione dei lavori è prevista per la prima metà di novembre. Attualmente è in corso il ripristino parziale della sponda del Calicino. Ed in accordo col Comune, la Provincia ha speso 30mila euro per l’intervento, attuato da Gida, di messa a norma dell’impianto di sollevamento all’interno del depuratore del Calice in modo da convogliare, se necessario, le acque del Calicino nel Calice ed impedirne la tracimazione. I lavori volgono al termine ma qualora ci fosse la necessità l’impianto può essere già attivato.
L’amministrazione provinciale ha anche effettuato lavori di massima urgenza. Sul reticolo idraulico principale nel 2014 sono state completate opere per 1,1 milioni di euro (700mila messi a disposizione dal dipartimento di Protezione civile e 400mila dalla Provincia). Ad Arrighini fa eco il presidente della Provincia, Lamberto Gestri, che parla di opere con le quali si garantisce più tranquillità e maggiore sicurezza qualora si verifichino eventi critici legati alle piogge forti. “Ovviamente - termina l’assessore Arrighini – la manutenzione straordinaria sul reticolo idraulico non termina con queste interventi. Andrà sempre fatta e questo compito spetterà a chi arriverà dopo di noi”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
