Il Tirreno

Prato

In centinaia per applaudire Piero Pelù

Il cantante fiorentino ha presentato al Parco Prato la sua autobiografia “Identikit di un ribelle”

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PRATO. Dagli esordi negli anni '80 alla critica a Matteo Renzi. In 90 minuti Piero Pelù ospite all’interno della Fiera della musica e dello sport al Parco Prato, davanti a centinaia di persone, per presentare il suo libro “Identikit di un ribelle” ha raccontato la sua carriera , o come lui stesso lo ha definito “il percorso artistico”, e i progetti per il futuro. «Nonostante le difficoltà che sta vivendo Firenze, massacrata culturalmente dalla giunta Renzi, vi prometto che la riporterò ai ranghi di capitale della musica. Sto pensando ad un grande evento rock». Nel 2007 Pelù aveva già organizzato La Fiesta di Firenze un evento culturale con numerosi spettacoli, di cui il 90% gratuiti. Del resto la sua carriera è cominciata in via dei Bardi, negli anni '80. «A quel tempo la mia città era viva di fermenti musicali e artistici. Dopo l'esame di maturità sono andato a Londra dove ho capito che il fenomeno dei punk era ormai finito, così rientrato a casa mi sono avvicinato alla musica dark e a quella rock, elementi che hanno contrassegnato la mia strada come scrittore di canzoni: prima insieme ad altri quattro artisti, poi negli anni 90 quando ci siamo ritrovati in due e infine negli anni zero da solo». Ad intervistare il cantante fiorentino, Bruno Casini per anni manager dei Litfiba. «Quando abbiamo iniziato non esistevano scuole di musica e tanto meno di produttori: la nostra prima tournèe in Francia è stata organizzata da Claude, una ragazza che studiava a Firenze ma senza nessuna dimestichezza con l'organizzazione dei concerti». Tra ricordi personali, le fughe all' estero per suonare nonostante fosse obiettore di coscienza all' Arci di Firenze e quindi con il divieto di espatriare per due anni, aneddoti sulla vita artistica «Con i Litfiba ci chiudevamo nella cantina di via dei Bardi e tra una birra e l'altra abbiamo composto i nostri migliori testi», delusioni politiche «Ho votato per anni il Pd ma ora non mi riconosco in questo partito diventato troppo ambiguo», è passata un' ora. «Ora basta parole è il momento della musica» scende dal palco Casini e salgono Giacomo Castellano alla batteria e Luca Martelli alla chitarra: dopo un omaggio a Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore, partono le note di “Io ci sarò” seguita da “Mille uragani”.

Alessandra Agrati

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