Attenzione
E’ un museo della storia tessile ma da anni è abbandonato
Si tratta della Gualchiera di Coiano (o mulino Naldini). Il tetto ormai è in parte crollato. Dentro ci sono i vecchi macchinari per la follatura
PRATO. E' un pezzo di storia di Prato. E' uno degli anelli della storia millenaria del tessile della città. Oggi, ma ormai da anni, è abbandonata e rischia di essere uno di quei beni non più recuperabili. Si tratta della gualchiera di Coiano, il Mulino Naldini. E' una piccola fabbrica, a due passi dagli orti sociali, e con un giardino intorno. All'interno ci sono ancora tutti gli strumenti per folare, per infeltrire il tessuto. Ci sono le fole di varie epoche e ancora è in piedi la modalità di trasmissione del moto precedente alla distribuzione della corrente elettrica quando il movimento veniva preso ancora dall'acqua grazie a un unico albero che alimentava le macchine.

Il tetto ha delle grandi falle e le ragnatela la fanno da padrona, eppure in mezzo alla città (dietro viale Galilei) dà l'impressione di essere un museo naturale del dna di Prato.

Un allarme che il Tirreno aveva già lanciato nel marzo del 2012 e che era caduto nel vuoto. La proprietà è del Comune e all'epoca l'allora assessore Roberto Caverni aveva parlato di un possibile recupero o comunque di una messa in sicurezza. Da due anni niente è stato fatto. Un fico sta facendosi strada alla porta d'ingresso, uno dei macchinari è ancora abbandonato nel campetto adiacente coperto da erbe e arbusti e dentro il sole filtra dal tetto scoperto, come una ferita che nessuno tampona.

La Gualchiera di Coiano all'interno. Video realizzato da Ilenia Reali durante la visita "Cavalciotto, Bisenzio e Gualchiera" organizzata dal circolo "I Risorti" e a cura di Roberto Dei


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