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Prato

In via Mazzini apre la bottega del Nendi

In via Mazzini apre la bottega del Nendi

PRATO. Quei ragazzi li considera la sua seconda famiglia. Ciascuno con la sua problematica di disabilità più o meno grave, ciascuno con il sorriso e la voglia di stare insieme in uno spazio condiviso...

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PRATO. Quei ragazzi li considera la sua seconda famiglia. Ciascuno con la sua problematica di disabilità più o meno grave, ciascuno con il sorriso e la voglia di stare insieme in uno spazio condiviso tra coetanei. Lo spazio del gruppo Nendi ora c’è perché l’educatrice Fernanda Acciai, una specie di seconda mamma per questi ragazzi, lo ha individuato in via Mazzini 7, partecipando a un bando dell’amministrazione comunale (vecchia giunta Cenni) per il recupero dei fondi sfitti in centro in alcune vie da riqualificare. Si chiamerà “La bottega del Nendi” (inaugurazione oggi alle 11 con un rinfresco preparato dai genitori) perché “Nendi” è come viene affettuosamente chiamata Fernanda, presidente appunto dell’associazione “Genitori insieme a Nendi”.

Frugando fra gli scaffali del nuovo locale si può trovare un po’ di tutto, dall’abbigliamento usato proveniente anche dai campionari delle ditte all’oggettistica creata dalle mani dei volontari, in cui a decidere il prezzo è il consumatore (trattandosi di una Onlus non si può vendere ma solo ricevere donazioni), si organizzano laboratori di gesso e panno. I ragazzi del gruppo Nendi esaudiscono così un sogno: uno spazio in centro storico da vivere a 360 gradi con un mercatino permanente aperto al pubblico, un punto d’appoggio straordinario per le passeggiate dentro le mura in carrozzina (alcuni hanno disabilità motorie). Per Fernanda, educatrice dal 1989, l’emozione è grande perché con la nuova location il gruppo può salutare definitivamente la sede di via Ragnaia alla Querce dove si teneva il mercatino, trasferendosi in centro. Tutto questo è anche il frutto di un lavoro iniziato tredici anni fa, quando nacque l’associazione finalizzata a ricreare spazi per il tempo libero dei disabili nell’ottica della’autosufficienza. «Del nucleo originario dei primi ragazzi – sottolinea Fernanda - ne rimangono sette, alcuni di loro sono già adulti. L’affiatamento però è sempre lo stesso di tanti anni fa. Con loro siamo riusciti ad andare in crociera, organizzare viaggi in aereo. Ora questa nuova scommessa in centro storico lungo una strada, via Mazzini, dove siamo capitati per caso riuscendo a intercettare i fondi triennali (7500 euro in tre anni) che metteva a disposizione un bando del Comune». Dalle ceneri di un vecchio negozio di antichità e falegnameria riprende vita uno spazio destinato non all’ennesima attività commerciale ma a una buona causa. «Che hanno colto anche i proprietari del fondo – sottolinea Fernanda - tanto da venirci incontro sul canone d’affitto. Inizialmente avevamo pensato a stabilirsi in via Santa Trinita ma i prezzi dei fondi erano più alti. Ciò che conta è che i miei ragazzi ora possano godersi le meraviglie del centro storico: vanno pazzi per il kebab e qui dentro le mura non c’è che l’imbarazzo della scelta».

Maria Lardara

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