Il Tirreno

Prato

Raddoppio al Soccorso l’interramento si può fare

Arrivato in giunta lo studio di fattibilità realizzato da Mobilità e urbanistica Soddisfatti sindaco e assessore, l’intervento costerà minimo 34 milioni

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PRATO. Il sottopasso al Soccorso si può fare. Lo afferma lo studio di fattibilità realizzato dagli staff tecnici dell’Urbanistica e della Mobilità su input della giunta Biffoni che appena insediata ha fatto capire bene che l’intenzione era quella di archiviare una volta per tutte il viadotto. Ora, con 90 giorni di tempo, la sospensione dei lavori in corso per la realizzazione delle rampe d’accesso ieri ripresi in via del Purgatorio, un’indicazione politica ben precisa e l’assicurazione del governo Renzi che i soldi (18 milioni tanto per cominciare) arriveranno prima o poi, le cose sono cambiate.

Il nuovo piano di fattibilità è stato discusso e, come è ovvio, approvato in giunta. Lunga la lista dei “pro” se al Soccorso verrà effettivamente costruito il sottopasso: «Maggiore sostenibilità ambientale; maggiore compatibilità con il paesaggio urbano; più possibilità di riqualificare l’area anche in termini di inquinamento acusto e atmosferico, territorio ricucito, possibilità di interventi armonici su tutto il tratto della Declassata. Breve ma “pesante” la lista dei “contro”: costo e problemi di cantierabilità. Sul fronte del primo, a fronte di circa 24 milioni di spesa per il viadotto, per il sottopasso ne occorreranno almeno dieci in più per arrivare a 34 se tutto andrà bene. Per il cantiere: «E’ ovvio -è il ragionamento dell’assessore all’urbanistica Valerio Barberis - che un cantiere aperto per un sottopasso avrà un impatto maggiore di uno per un viadotto». Soddisfatto il sindaco Matteo Biffoni: «Ora - ha detto - abbiamo la certezza che qualunque sia la scelta del progetto da realizzare per sciogliere il nodo del Soccorso, l’ipotesi del sottopasso è percorribile».

Ma se l’intenzione è fare il raddoppio tra via Nenni e via Marx interrando le corsie, perché mai sono ripresi i lavori per la rampa in via del Purgatorio? «Perchè si tratta di questioni di sicurezza - risponde Barberis. E’ stata una decisione presa dagli uffici tecnici e sentito il parere dell’ufficio legale: finchè quel tratto sarà percorso da auto abbiamo l’obbligo di metterlo in sicurezza». Si tratta di un lotto di opere già finanziato (alcune centinaia di migliaia di euro)che servirà ad allargare lo svincolo ma che verranno eliminate quando verrà aperto il cantiere per l’interramento.

La settimana prossima il sindaco Biffoni andrà a Roma per capire che fine abbiam fatto il finanziamento promesso e se magari il governo darà qualcosa in più.

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