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Nuova perizia su Sergio Maranghi: “Era lucido quando uccise la moglie”

Nuova perizia su Sergio Maranghi: “Era lucido quando uccise la moglie”

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 14 anni dell’anziano che la notte tra il 13 e 14 settembre dell’anno scorse strangolò la moglie, Grazia Maranghi Cristiano, notissima commerciante di Prato, mentre era a letto

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PRATO. Quando quella notte di un anno fa, nella casa di via Cesare Guasti, in pieno centro storico, l'anziano strangolò nel letto sua moglie, era capace di intendere e di volere. Sono le conclusioni della nuova perizia a carico di Sergio Maranghi, 87 anni, accusato di omicidio volontario, che nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2013 uccise sua moglie, Grazia Maranghi Centauro, 81 anni, notissima a Prato per le sue boutique di abbigliamento, strangolandola. La donna era rientrata da poco a casa dopo una lunga degenza in ospedale.

E' questa la novità emersa nell'udienza di giovedì 25 settembre del processo con rito abbreviato - come scrive la nazione di Prato on line - a carico dell'aziano. Per questo il pubblico ministero al termine dell'audizione del perito, ha chiesto la condanna a 14 anni (meno un terzo proprio perché il rito è abbreviato) per lì imputato.

A disporre una nuova perizia (la prima ordinata dal sostituto procuratore Benedetta Foti ed eseguita immediatamente dopo i fatti, si concluse con la diagnosi di seminferimità mentale), è stato il giudice Angela Fanteschi. Secondo le nuove risultanze, Sergio Maranghi che è tutt'ora ricoverato in una struttura sanitaria protetta, avrebbe agito in stato di piena lucidità. Dopo le richiesta del Pm il giudice ha rinviato l'udienza alla prossima settimana per la discussione dell'avvocato difensore Cristiano Toraldo .

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