Sicurezza
Inaugurata all’ospedale Santo Stefano di Prato la sala multiculto
Uno spazio dedicato alla meditazione e alla preghiera privo di simboli religiosi. L’unico simbolo è una bussola che indica i quatto punti cardinali
PRATO. Una sala multiculto, all' interno dell' ospedale Santo Stefano dedicata alla meditazione e alla preghiera, priva di simboli religiosi e aperta tutti i giorni dalle 8 alle 20. L'idea è stata concepita e poi realizzata, in collaborazione fra Asl 4, la Provincia, il centro dei diritti del Malato e le 18 comunità religiose presenti in città.
«E' uno spazio aconfessionale – ha spiega Claudio Sarti dirigente dell' Asl 4 - che accoglie tutti coloro che hanno bisogno di pregare o di meditare. L'unico segno è una grossa bussola su pavimento che indica i 4 punti cardinali. Nei prossimi giorni verrà collocata anche una piccola libreria con testi appartenenti a differenti religioni». La sala multiculto rientra nel progetto più ampio, “Ospedale plurale” nato dalla consapevolezza che il concetto di salute comprende anche quello si benessere psicologico e relazionale.
«In quest' ottica – ha ricordato Sarti – abbiamo compilato una lista con tutti i referenti religiosi presenti sul territorio. I pazienti che lo desiderano a potranno mettersi in contatto con il responsabile religioso. Contemporaneamente è iniziato anche un corso di formazione per il nostro personale».
Le finalità del progetto sono molteplici: garantire a tutti i pazienti e ai visitatori la libertà di culto , migliorare la qualità dei servizi di accoglienza e assistenza ,formare gli operatori sanitari sui diritti e i bisogni dei pazienti appartenenti a diverse confessioni religiose.
«Sono contenta di finire il mio mandato con l'inaugurazione della sala – ha spiegato l'assessore provinciale alle Politiche sociali e di promozione della salute Loredana Ferrara – simbolo del rispetto reciproco fra diverse religioni”. All' inaugurazione era presente anche il prefetto Maria Laura Simonetti che proprio in questi giorni festeggia un anno di presenza a Prato e il sindaco Matteo Biffoni. «L'ospedale è uno luogo dove spesso si incontra il dolore, è giusto aver dato a ciascuno la possibilità di avere uno spazio per pregare e meditare in comune con altre persone che hanno credo differenti». (al.ag.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
