Toscana
Prato, il popolo di Facebook boccia l’offerta di lavoro dell’assicuratore
Le critiche maggiori si concentrano sull’offerta economica (600 euro al mese) e sulla necessità di disporre della partita Iva. C’è chi ci ha provato ma poi ha rinunciato perché le spese superavano le entrate
PRATO.Assicuratore a partita Iva con un fisso mensile di 600 euro? No, grazie. Questo è il proverbiale caso in cui si dice che il gioco non vale la candela. A pensarla così è il popolo dei lettori del Tirreno con tanti che si sono indignati di fronte alla video-intervista a Mirko Landi, titolare dell’agenzia di assicurazioni Blm. Si era lamentato per non essere riuscito a selezionare sei giovani assicuratori da avviare al mestiere: l’azienda offriva un periodo di formazione retribuita e un minimo mensile di 600 euro cui poi sarebbero state aggiunte le provvigioni di vendita. Ma vendere pacchetti e polizze di questi tempi, si sa, è molto difficile e, oltretutto, c’è l’aggravio di dover aprire la partita Iva sia pure ricorrendo al regime agevolato dei minimi per gli under 35 (tassazione agevolata al 5%).
Diverse le critiche che piovono sull'imprenditore, sia attraverso il sito che il canale Facebook del Tirreno. Duro il commento di Stefania Tibollo che rimpiange quanto avviene fuori dall’Italia. «Ma questo signor Landi che si lamenta, accetterebbe 600 euro lordi al mese che poi alla fine al netto di tasse verrà 400 euro se va bene? Tutti bravi a parole, ma un contratto decente non lo fa più nessuno in questa Italietta? Abituata ai ritmi britannici,qui a casa mi sembra di vivere in una barzelletta».
Lorenzo Gennai, libero professionista, non si capacita di come si possa vivere con 600 euro al mese che - scrive - diventeranno forse un giorno 2-3mila euro netti. «Semplicemente – rivolgendosi al signor Landi - lei ha messo un’offerta sul mercato che viene rifiutata perché non conveniente. Proponga qualcosa di serio e faccia selezione vera dei candidati, vedrà che ci sono molte persone che vogliono lavorare per vivere». Una lettrice, Roberta Mugnaini, racconta l’esperienza di un conoscente. «Aveva intrapreso questo lavoro (assicuratore, ndr) ma ha dovuto lasciare per la rimessa di benzina».
Sul tasto del lavoro a rimessa batte anche Fabrizio Righetto: «Il punto è che ci sono moltissimi ragazzi che fanno a cazzotti anche per un tirocinio a 500 euro al mese. L'offerta di cui si parla con partita Iva alla fine dei conti è una rimessa, io a lavorare a rimessa non ci andrei, meglio stare a casa». L’unica voce fuori dal coro è quella di Oscar Selvaggi. «600 euro al mese non saranno molti - scrive - ma sono sicuramente meglio di niente. Se ci sono persone che si possono permettere di rifiutare 600 euro al mese, oltre alle provvigioni, come primo lavoro è bene che smettano di fare le vittime».
Dibattito acceso anche sulla pagina Facebook del Tirreno, nel quale interviene anche Alberto Santini, segretario della Filcams-Cgil pratese. «Se proponete lavoro fatelo pensando a due cose: certezza occupazionale, congruo stipendio, tanto da sopravvivere e far fronte alle spese. Finché proponete la precarietà tutti ci penseranno bene prima di accettare». C’è chi poi il mestiere di assicuratore l’ha fatto, traendo anche alcune soddisfazioni economiche, come Maria Azzini. «Ho lavorato per un anno per un assicurazione: nessun obbligo ad aprire partita iva, ma anche nessun fisso, solo provvigioni. E' stato il mio primo anno di lavoro dopo l'università e vi garantisco che ho imparato un lavoro difficile e ho avuto delle enormi soddisfazioni economiche. Io capisco e rispetto chi non si senta adatto ad un lavoro da commerciale, ma questo non significa che i lavori di vendita a provvigione siano una fregatura».
Questi i commenti apparsi su Facebook Prato.
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