Sicurezza
Guerra del gas, il centrodestra esulta
Cenni, Bernocchi e Giungi: «Vittoria campale», ma Estra annuncia il ricorso al Consiglio di Stato
PRATO. Ora che è “dall’altra parte” della barricata sulla “guerra del gas” tra Comune e Consiag, l’ex sindaco, ora consigliere comunale d’opposizione, Roberto Cenni è un fiume in piena: rivendica la vittoria sua e di tutto il centrodestra «su uno dei centri di potere politico - dice - che ha sempre agito nel proprio interesse e mai in quello della città»; di aver portato «anche se decisamente in ritardo rispetto alle aspettative» tanti soldi a Prato «che noi avremmo usato per abbattere l’impatto delle tasse» (almeno una trentina di milioni, tra indennizzo, una tantun e recupero del tempo perso calcolato in due milioni e mezzo l’anno, senza contare i 30 milioni di nuovi investimenti e i nuovi allacciamenti alla rete del tutto gratis ndr); chiama in causa consiglieri ora di maggioranza, la scorsa legislatura di opposizione, sindaci, ex sindaci e presidenti di commissioni del centrosinistra «che hanno lavorato per ritardare la gara del gas» e afferma con chiarezza che «se danno per il Comune c’è stato, come è ormai chiaro dall’indagine dell’autority dell’energia e dalla successiva inchiesta penale, dovrà essere il Comune ad agire e qualcuno finalmente dovrà pur pagare».
Insomma il giorno dopo la sentenza del Tra che ha sancito la vittoria del Comune e la sconfitta di Consiag sul ricorso presentato dall’aziende del gas contro la vittoria della gara da parte di Toscana Energia, la soddisfazione, nelle stanze della Lista per Cenni, di Forza Italia e di Prato Libera e Sicura è palpabile.
Solo che i conti sono stati fatti senza l’oste: in un comunicato di poche righe Estra prende atto della sentenza del tribunale amministrativo e annuncia che «assieme ai proprio legali» sta «valutando la presentazione di un ricorso al Consiglio di Stato, arrivando quindi fino all'ultimo grado di giudizio». Insomma di chiusura di una querelle a colpi di carte bollate, iniziata nel 2009, proseguita senza esclusione di colpi bassi per cinque anni, se ne riparlerà tra un altro paio anni, quando l’assetto delle partecipate sarà probabilmente completamente rivoluzionato e magari - come si vocifera da più parti - Toscana Energia, partecipata Eni, e Estra tutta in mano pubblica, avranno iniziato quel percorso di avvicinamento che dovrebbe portare la Toscana ad avere la sua multiutility. Dunque per ora niente sconti sulla tasse come chiede il centrodestra nè investimenti finanziati con entrate straordinarie come era nelle intenzioni del centrosinistra.
Resta il piacere «di una vittoria epocale, di aver avuto la meglio in una battaglia campale e dificilissima» dice il vice coordinatore di Forza Italia e consigliere comunale Alessandro Giugni «come se a Torino il Comune fosse andato contro la Fiat» è l’esempio del vero deus ex machina della guerra del gas sul fronte del Comune, l’ex assessore Filippo Bernocchi. Che non esita ad affermare che «abbiamo eliminato il grande peso del monopolio sulla città». «Ora - conclude - chiusa la vicenda amministrativa resta da fare piena luce sul versante penale verificando le eventuali responsabilità di altre persone».
E’ il sindaco Matteo Biffoni a non tirarsi indietro difronte alla necessità, da parte del Comune, di fare azioni per recuperare i danni: «Prima di tutto - dice - viene l’interesse della città, una volta sentito il parere dell’ufficio legale». Dubita, Biffoni che le entrate straordinarie possano essere usate per diminuire il carico delle tasse «perchè per la loro natura di straordinarietà non potrebbero essere garantite negli anni successivi».
Cristina Orsini
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