Sicurezza
Cerca sei assicuratori ma i giovani lo snobbano
Mirko Landi dell’agenzia Bln si è rivolto a tutti i canali, compresa la Fil «Mi sono arrivati solo curricula dal sud, al colloquio si sono presentati in due»
PRATO. E’ saltato dalla sedia quando ha letto sul Tirreno che a Prato un giovane su tre è senza lavoro. Anche perché lui è uno di quelli che il lavoro lo mette sul piatto dei giovani. AAA cercasi intermediario assicurativo… e non trovarlo dopo oltre due mesi, nemmeno bussando alla porta della Fil-Centro per l’impiego. E’ l’odissea che racconta Mirko Landi, titolare dell’agenzia Blm di via da Filicaia insieme ad altri soci (affiliata a Italiana Assicurazioni): è metà luglio quando viene aperta una ricerca di personale per un segmento specifico nel mercato delle assicurazioni, tradotto in inglese come “family welfare”. Obiettivo: mettere su un team di giovani dai 20 ai 28 anni da avviare alla professione con una fase di formazione preliminare retribuita. Le credenziali dell’agenzia appaiono ottime: quasi 45 anni di attività alle spalle, un organico composto da otto impiegati, 12 collaboratori e tre agenti. Il tam tam dell’inserzione è balzato sui social e da un portale all’altro di annunci di lavoro (HelpLavoro, Job on line, impiego24.it). «Sono arrivati solo dieci curricula – racconta Landi - tutti dal Sud Italia. Ma diventava complicato individuare un giovane che di punto in bianco lascia una città del Sud per trasferirsi a Prato». A metà settembre la decisione di rivolgersi alla Fil, con la speranza di individuare rapidamente le sei figure e iniziare la formazione. Va un po’ meglio: i curricula che arrivano sulla scrivania di Landi sono 18, dopo dieci giorni i candidati vengono convocati per il primo colloquio. «Ma se ne sono presentati solo due. Rintracciati telefonicamente, qualcuno ci ha detto di aver lasciato l’indirizzo di posta elettronica sbagliato sul curriculum». Il cerchio si restringe. A fatica, l’agenzia riesce a identificare sette papabili candidati per il secondo colloquio. Quando Landi ha contattato le persone, la risposta più frequente è stata: “Non credevo mi chiamaste”. Ancora, nessuna traccia dei cinque in pole position per la formazione dal 29 settembre. «Qualcuno ci ha detto di non voler aprire la partita Iva per rispetto del padre che aveva avuto esperienze negative da libero professionista. Alla fine, rimane un solo candidato che ci è piaciuto molto ma non posso far partire la formazione per una sola persona. Ecco perché non ci sto a sentirmi dire che a Prato gli imprenditori non danno opportunità ai giovani. Mi sembra che fra le nuove generazioni si stia radicando sempre più l'ambizione del posto fisso o, in alternativa, la soluzione è stare a casa. Un errore che spesso sono le famiglie a strutturare nella testa dei figli». E se fosse la partita Iva il motivo per cui un'offerta del genere viene snobbata? Landi lo esclude.
Maria Lardara
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