Il Tirreno

Prato

Spariscono i reparti di oncologia e nefrologia al Santo Stefano

Alessandra Agrati
Spariscono i reparti di oncologia e nefrologia al Santo Stefano

I letti saranno recuperati in altre zone dell’ospedale di Prato. “Nessuna riduzione di letti e di personale” per l’Asl. Ma una paziente protesta: “Servizio peggiorato”

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il reparto di oncologia e quello di nefrologia dell’ospedale Santo Stefano non riapriranno: a partire dal 1 ottobre al primo piano, dove fino a giugno c'era il reparto di Di Leo, verranno attivati nuovi letti per far fronte all' emergenza pronto soccorso, mentre il posto di nefrologia sarà preso da perioperatoria che ospiterà i pazienti provenienti dalle chirurgie.

“In pratica – spiega Luca Bianciardi direttore medico del Santo Stefano - rimarrà l'assetto previsto per l'estate. I risultati sono stati buoni, non ci saranno né riduzioni del personale né dei letti è una questione di logistica e di efficienza del servizio. Dovevamo lavorare su due criticità: l'alto afflusso del pronto soccorso e quello della chirurgia, e così siamo partiti da un modello sperimentato con successo”.

I pazienti di oncologia, quindi, saranno ricoverati al terzo piano avranno a disposizione 12 letti e il personale specializzato. Questo è quello che avviene in teoria, perchè secondo Elena Monti, malata oncologica che giovedì scorso è stata nuovamente ricoverata, la realtà è diversa.

“Non c'è paragone col servizio di prima, quando funzionava il reparto di oncologia - dice la paziente - nonostante l'impegno del personale: da una parte sono troppo oberati di lavoro, dall' altra si trovano ad affrontare una situazione diversa. I malati oncologici sono particolari rispetto a tutti gli altri e quindi hanno bisogno di un' assistenza specifica”.

“Giovedì scorso in reparto c'era un solo infermiere responsabile di 12 malati oncologici - prosegue Elena Monti - io ho avuto una brutta reazione all' antibiotico, quindi per soccorrere me ha dovuto abbandonare gli altri. Ironia della sorte, dopo poco l'infermiere è stato ricoverato al pronto soccorso per intossicazione. Sembra una barzelletta ma non lo è. Il sistema viene bloccato sistematicamente, il personale non è messo in condizione di lavorare, eppure il reparto di oncologia dovrebbe essere il fiore all' occhiello dell' ospedale, arrivano paziente da tutta Italia”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini