Il Tirreno

Prato

Nel vecchio ospedale il Central Park dei pratesi

di Cristina Orsini
Nel vecchio ospedale il Central Park dei pratesi

Praticamente chiuso l’accordo tra Comune, Provincia e Regione: 12 milioni la spesa totale, 4 in capo alla Provincia. La valorizzazione dell’Asl avverrà su un pacchetto di immobili già di sua proprietà

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PRATO. Dodici milioni, quattro dei quali a carico della Provincia, gli altri otto in capo al Comune. Demolizione e bonifica dell’area dell’ex vecchio ospedale (la struttura a croce, edificata tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta) a carico dell’Asl per un costo complessivo tra i 5 e i 6 milioni. Pagamento da effettuarsi in sei rate: da qui al 2020. O almeno così spera il Comune di Prato che sta ormai limando gli ultimi dettagli dell’accordo con Regione e Provincia sulla destinazione dell’area del vecchio ospedale.

Area che la Regione vuoi perché presa per stanchezza: quattro anni di liti, di accordi siglati e saltati, di discussioni, incontri, tavoli; vuoi perché la fase elettorale si avvicina ma vuoi anche perché in Palazzo comunale c’è un nuovo inquilino più affine politicamente, ha deciso di vendere con lo sconto.

gSuper saldi per l’ex Misericordia e Dolce che entro qualche settimana, con qualche limatura qua e là (quanto metterà la Provincia che è schiacciata dal patto di stabilità e preferirebbe “pagare” una parte con immobili, il numero di rate che la Regione vorrebbe diminuissero) passerà di mano.

E con un altro punto messo a segno dal Comune: gli immobili e il terreno che la Regione avrebbe regalato al Comune di Prato nella versione dell’accordo con la giunta Cenni (complessivamente 9mila metri quadrati tra piazza dell’Ospedale e Santa Caterina), che prevedeva anche una valorizzazione massiccia al centro dell’area dove sorge l’edificio anni Sessanta, restano nella piena disponibilità dell’Asl (sono di loro proprietà) ed è lì che verrà fatta la valorizzazione: appartamenti, piuttosto che uffici, piuttosto che nuovi posti letti se quelli del Santo Stefano, come pare, non dovessero essere sufficienti. (Nella foto a fianco nel cerchio giallo l'area da abbattere, in quello rosso gli edifici Asl su cui avverrà la valorizzazione con cambio di destinazione d'uso) .

Nessun altro immobile - Provincia permettendo - dovrebbe entrare nell’accordo. Insomma, sulla base della pianificazione che il Comune ha il potere di decidere, quel che è dell’Asl lo rimarrà ma con la possibilità di cambiare destinazione d’uso a una parte di edifici per fare cassa o risolvere problemi.

«Credo sia importante - spiega il sindaco Matteo Biffoni che per chiudere la partita ha messo tempo e fatica - che il Comune diventi proprietario di un’area già sgombra, di un prato verde sul quale poi decidere cosa fare assieme alla città. Sta per terminare la fase più difficile - prosegue - e sta per iniziare quella più divertente della progettazione».

Biffoni: "Il bello deve ancora venire"

L’idea resta quella del parco attrezzato: «Attrezzato con strutture per lo svago - dice il sindaco - ma anche ricettive: diverse funzioni un po’ come per HidePark a Londra o il Centra Park di New York». L’imperativo categorico, per Biffoni ma anche per l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis che ha seguito passo passo la parte tecnica dell’accordo, è che sia bello: «Si può pensare a un concorso di idee che coinvolga i grandi architetti italiani - continua Biffoni - l’importante è che venga progettata un’ altra porta d’ingresso al centro storico: il miglior biglietto da visita di Prato. Il bello - conclude - sono sicuro, deve ancora venire»

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