Sicurezza
Guerra del gas: il Tar dà torto a Estra
Depositato il dispostivo della sentenza che conferma l’aggiudicazione della distribuzione del gas a Toscana Energia. Non è comunque escluso il ricorso in appello. Il Comune di Prato potrebbe incassare 24 milioni di euro, mentre alla multiutility andrebbero 90 milioni. Il testo del dispositivo della sentenza
PRATO. La guerra del gas non è finita, ma un’altra battaglia è stata vinta dal Comune di Prato e da Toscana Energia. Il Tar della Toscana ha infatti respinto il ricorso di Estra Reti contro l’aggiudicazione del servizio di distribuzione del gas a Toscana Energia. Una gara disseminata di trappole e di veleni che ha lasciato alle spalle anche inchieste giudiziarie piene di moltissime ombre. All’origine il desiderio della giunta di centrodestra, capeggiata dal sindaco Roberto Cenni, di dare una spallata al monopolio Consiag attraverso appunto una gara che rimettesse in gioco la gestione del gas nel territorio di Prato. Ma Estra Reti, società controllata da Estra, si era prima opposta ricorrendo contro l’ammissibilità della decisione del Comune di Prato di indire la gara. Ma il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dando ragione al Comune di Prato. A questo punto è partito un altro ricorso relativo all’aggiudicazione del 20 agosto 2012. Anche in questo caso il Tar della Toscana, la sentenza è stata depositata oggi, 23 settembre, si è pronunciato contro Estra Reti e a favore di Toscana Energia e Comune di Prato. E ora che cosa succede? Due gli scenari possibili.
Se Estra deciderà di proseguire nella battaglia legale potrà ricorrere al Consiglio di Stato, guadagnando tempo e continuando a mantenere la distribuzione del gas, altrimenti, se decidesse che è arrivato il tempo di riporre le armi (nel frattempo, fatto non marginale, è cambiato anche il colore politico della maggioranza che governa Prato), allora si passerebbe all’aspetto economicamente più rilevante. I termini della gara prevedevano infatti che il vincitore della gara dovesse versare 18 milioni di euro al Comune di Prato. Altri 6 milioni arriverebbero invece nelle casse comunali da parte di Estra. In cambio Estra potrebbe contare su un esborso considerevole da parte di Toscana Energia: 90 milioni di euro per la cessione della rete di distribuzione.
Una parola fine che potrebbe fare comodo anche ad Estra che in questo momento ha l’attenzione concentrata sulla quotazione in Borsa. Un iter avviato ma che ancora ha un percorso lungo da compiere. E proprio oggi Maurizio Bologni su Repubblica faceva notare come, in vista delle gare dei nuovi ambiti territoriali in Toscana e in Italia, «senza nuova e massiccia liquidità, Estra rischia di non avere risorse a sufficienza e di rimanere fuori dalla partita». Novanta milioni in cassaforte, per una società che fattura oltre 650 milioni di euro, potrebbero costituire una provvidenziale boccata d’ossigeno. Insomma, la guerra del gas forse non è finita, ma ci siamo vicini.
Il dispositivo della sentenza del Tar della Toscana
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