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A Prato un giovane su tre non lavora né studia

A Prato un giovane su tre non lavora né studia

Disoccupazione giovanile al 32%, secondi in Toscana dietro Livorno. Parte un progetto sperimentale finanziato dall’Unione Europea e destinato a tre province toscane

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PRATO. A Prato un giovane su tre è disoccupato. Con un tasso del 32%, la nostra provincia si posiziona, infatti, al secondo posto in Toscana preceduta soltanto da Livorno che si attesta al 34%. Massa è al 26%. La media europea di disoccupazione giovanile è molto più bassa: 22,6%.

Sulla base di questi dati e con l'obiettivo di sperimentare un modello d’intervento per migliorare le opportunità di accesso al mercato del lavoro o per riavviare percorsi formativi o educativi, nasce un progetto comunitario rivolto, tra le altre province, proprio a Prato. I destinatari sono i cosiddetti “Neet” (Not in education, employment or training), giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni che non sono occupati, non studiano né stanno facendo formazione in ambito extra-scolastico o universitario.

Il progetto, che si chiama “Establishing a partnership to set up a Youth Guarantee scheme in Tuscany”, approvato nel 2013 e finanziato con 205mila euro complessivi dalla Commissione Europea, è attivo a Prato, Livorno (con particolare attenzione al territorio di Piombino) e Massa e Carrara, tre Province toscane caratterizzate da una situazione di crisi industriale complessa e da un’elevata incidenza della disoccupazione giovanile.

Si tratta in soldoni di un partenariato, con il coinvolgimento dei centri per l'impiego, per predisporre uno schema di garanzia per i giovani in Toscana, di cui la Regione Toscana, che ha già al suo attivo gli interventi per l’occupazione di Giovanisì, è capofila.

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