Attenzione
Lungobisenzio, è qui la casa del gol
Otto gol fatti e otto subiti nelle prime tre uscite interne del Prato, gli abbonati hanno già vinto la loro scommessa. Ora c’è da registrare la difesa
PRATO. Cinque partite sono poche per fare un bilancio, come vi ripeterà qualsiasi allenatore di calcio, ma una cosa è certa: i 727 tifosi del Prato che hanno scelto di fare l’abbonamento per la stagione 2014/2015 hanno già vinto la loro scommessa perché da ieri sanno che quantomeno si divertiranno ad assistere alle partite al Lungobisenzio. Nelle prime tre uscite casalinghe i biancazzurri le hanno date e prese in ugual misura, otto gol fatti, otto subiti, tanto che qualcuno comincia già a sentir puzza o profumo di Zeman.
Al cospetto di un Savona a corto di fiato dopo 60 minuti, il Prato rivisto e corretto da Esposito, sotto di un gol e mentre già incombevano i fischi di una tribuna impaziente, al 65’ si è forse ricordato della grandinata che venerdì mattina ha compromesso la vendemmia del Montalbano e ha fatto piovere una grandinata di gol nella porta del non incolpevole Pennesi, che ci ha messo del suo per far partire la rimonta, distendendosi stile divano su un tiro senza pretese dai 25 metri di Cavagna. Il centrocampista laniero stava già tornando a difendere quando con la coda dell’occhio ha visto insaccarsi la palla nell’angolino.
Come liberato dall’incantesimo di Re Artù (così chiamavano ai bei tempi Arturo Di Napoli, tecnico del Savona) il Prato ha sbrigato la pratica in 7 minuti: raddoppio di Rubino al 67’ su assist al bacio di Grifoni, tris di Bocalon, ormai Bocagol, al 72’ su ribattuta dopo una mischia in area. Coi liguri sulle gambe, è stata praticamene una sentenza.
E dunque una partita che poteva far ripiombare il giovane Prato nelle sue insicurezze si è trasformata nella conferma che l’impasto di giovani scuola Inter e vecchie volpi come Rubino possono davvero fare qualcosa di buono quest’anno.
Il problema è che per vincere e fare punti bisogna anche non prenderne troppi, di gol. E su questo Esposito dovrà ancora lavorare parecchio. Ieri ha scelto un 3-5-2 rinunciando in partenza a Fanucchi, Pasa e Cavagna. Una scelta che non ha pagato in fase difensiva e che è stata corretta in corsa con l’inversione di Bandini e Grifoni, l’inserimento di Cavagna e una più prudente linea a quattro dietro.
Per tutto il primo tempo il reparto arretrato ha ballato la mazurka, con Cesare Rickler nella parte del parafulmine di tutti gli improperi della tribuna. Anche il giovane Lorenzo Tassi, messo a fare il regista davanti alla difesa, è apparso spaesato, incerto su quale zolla occupare, ha perso qualche pallone di troppo e, per ammissione dello stesso Esposito a fine partita, va rivisto nel ruolo (e soprattutto va lasciato crescere, ha aggiunto il tecnico: ha solo 19 anni).
Le note positive, manco a dirlo, arrivano dall’attacco. Bocalon e Rubino sembrano aver già trovato l’intesa: sei gol in due in questo inizio campionato e una estrema facilità a scambiarsi i ruoli di suggeritore e stoccatore. Se i muscoli di Raffaele reggeranno, ne vedremo delle belle. Ma la svolta decisiva all’incontro - è sotto gli occhi di tutti - l’ha data Grifoni. Spostato da destra a sinistra per contenere il fino allora incontenibile esterno ligure De Feo, non solo lo ha limitato, ma è partito più volte per le sue sgroppate sulla fascia, una delle quali ha fruttato il raddoppio di Rubino. Tanto che subito dopo l’esultanza, dagli spalti è partito un coro per il “Grifo”.
A conti fatti, ha pagato anche la scelta di Esposito di operare un bel turn over per compensare gli sforzi fatti mercoledì nel vittorioso derby con la Lucchese. Il campo gli ha dato ragione e ora si ritrova gente come Cavagna, Fanucchi e Pasa pronti a dare tutto nelle Marche contro una delle squadre più ostiche del girone, l’Ascoli. I giovani devono crescere in fretta, ripete Rubino a fine partita, e lo faranno meglio se potranno giocare con la tranquillità di una classifica incoraggiante, come quella di oggi.
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