La manifestazione
La Krizia cinese preferisce Prato
Gli imprenditori Alessandro Benelli e Lorenzo Gramigni al galà milanese di lady Zhu, la miliardaria che ha rilevato la griffe
PRATO. Quando dieci anni fa iniziò a venderle i suoi tessuti era ancora un astro nascente del mercato della moda ai piedi della Grande Muraglia. Le collezioni pratesi con il marchio di “Linea Tessile Italiana”, in testa le linee di lini e cotoni tinti in filo e jacquard, sono sempre state tra le preferite di lady Zhu, la miliardaria di Shenzen che ha rilevato lo scorso luglio il marchio “Krizia”: ecco perché non poteva mancare l’industriale Alessandro Benelli, ex presidente del consorzio “Pratotrade”, all’evento milanese più chic degli ultimi tempi a palazzo Litta (venerdì 19 settembre) per celebrare il nuovo corso della maison di Mariuccia Mandelli e il 60esimo compleanno, “Krizia now. Looking back, going forward”.
In realtà, dietro la celebre casa di moda che parla cinese, dopo il passaggio di testimone al gruppo Marisfrolg, si nasconde una mente creativa raffinata che è un’amica di Prato. «E’ stata il mio primo cliente cinese, un rapporto professionale avviato dieci anni fa – racconta Benelli - l’azienda della signora Zhu è stata una delle prime a strizzare l’occhio alla borghesia cinese medio-alta, quella che predilige brand prodotti da confezioni locali con tessuti italiani, senza cercare il lusso di un Gucci e Armani. Ricordo quando una volta, sei anni fa, pur essendo convalescente dopo un intervento chirurgico, lady Zhu volle ugualmente vedere in prima persona le mie collezioni per selezionarle. Ha sempre avuto occhio e fiuto per il prodotto di qualità. Il fatto che voglia continuare ad affidarsi a fornitori italiani - prosegue Benelli - per dare continuità allo stile di “Krizia” fa ben sperare per il prosieguo di questa collaborazione con Prato».
Con la proverbiale valigetta dell’imprenditore pratese che va in giro per tutto il mondo, fra dieci giorni Benelli tornerà proprio nella terra del Dragone per andare a proporre le sue collezioni alla numero uno di Marisfrolg, un gigante da circa 320 milioni di euro prossimo a essere quotato alla Borsa di Shenzen con una catena di boutique dislocate in Cina, Singapore, Corea e Hong Kong.
Ai festeggiamenti milanesi di venerdì, il patron di "Linea Tessile Italiana" non era l'unico pratese presente: c'era anche Lorenzo Gramigni del lanificio Bisentino di Comeana. «La Cina rappresenta un mercato di nicchia per le produzioni pratesi - fa notare Benelli - ma intendiamoci su cosa significhi ragionare quantitativamente in termini di nicchia per quel mercato». Tra i primi ad annusare la qualità del prodotto nostrano, appunto, la Marisfrolg di Zhu ChongYun che ha sempre avuto un debole per i tessuti pratesi, quelli di "Linea Tessile Italia" in particolare. Da Prato a Shenzen, gli ordini di stoffa viaggiano su quantità variabili, da 1500 a 12mila metri, secondo la richiesta del periodo. Chissà se sarà così anche per "Krizia" in versione occhi a mandorla visto che la signora della moda cinese ha dichiarato più volte di voler preservare lo stile del "made in Italy".
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