Gioco
«Non diamo sempre colpa agli automobilisti: ciclisti indisciplinati sulle strade»
Un lettore, prendendo spunto dall’incidente mortale avvenuto sulla Porrettana, elenca una lunga serie di comportamenti pericolosi. «Viaggiano appaiati o passano col rosso. In quella galleria non ne ho mai incontrato uno che indossasse il giubbetto catarifrangente»
PRATO. L’incidente stradale in cui ha trovato la morte Giuseppe Bini sulla Porrettana ha spinto un lettore di Agliana, Stefano Marini, a scrivere questa lettera che chiama in causa l’eccessiva disinvoltura, a suo dire, dei ciclisti che percorrono le nostre strade. Ecco la lettera.
«Scrivo brevemente in merito all'incidente del ciclista di Montemurlo avvenuto la settimana scorsa sulla Porrettana. Appena c'è un morto tutti a dare le colpe sempre e solo ai vari automobilisti di turno, cercare testimoni, l'auto andava a forte velocità....Ora, per carità, io non scrivo del caso specifico, a me dispiace anche se non lo conoscevo ma una morte è sempre una morte, quindi tutte le mie più sentite e sincere condoglianze ai familiari, tra l'altro ho tantissimi amici che vanno in bicicletta, anche al mio circolo ad Agliana.
Sicuramente in questo caso specifico avrà avuto ragione il ciclista, non lo so e non giudico nulla.Quello che però nessuno dice mai è che i ciclisti quasi sempre sono di una maleducazione infinita, corrono sempre a coppia, prendono tutta la strada, per passarli devi stare attento che le suddette coppie di ciclisti non si spostino magari improvvisamente per una buca o altro, se gli suoni di mettersi in fila per uno ti mandano a quel paese, tanti non hanno nemmeno il casco, a volte sono in gruppi di 10 , quindi ancora più pericolosi, ai semafori li bucano senza rispettare il rosso ma procedono lo stesso ...
Potrei continuare con gli esempi , ma concludo dicendo che in agosto sono andato per 12 giorni alle Terme a Porretta, e una volta alle mie figlie gli ho proprio detto che quella galleria era a rischio incidenti , perchè c'era poca illuminazione è vero ma è vero anche che di tutti i ciclisti che ho incontrato nei 12 giorni non c'era uno che indossasse nessun corpetto catarifrangente o lucine di segnalazione....infatti una volta stavo per urtarne uno che al buio non avevo proprio visto... e giuro che andavo sotto i 60 .
Quindi non diamo sempre la colpa solo agli automobilisti, per carità ogni caso va valutato a parte, è chiaro, ma si deve essere obbiettivi in tutto. La mia è una disamina per tutta la categoria e non sul singolo caso purtroppo che si è verificato e di cui ripeto mi dispiace molto perchè come me ha 2 figlie e posso capire cosa stia passando la famiglia in questi giorni».
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