Il Tirreno

Prato

Montalbano flagellato da vento e grandine

di Paolo Nencioni e Azelio Biagioni
Montalbano flagellato da vento e grandine

Decine di alberi abbattuti, auto intrappolate sulla strada per Comeana I residenti di Poggio alla Malva: «Mai vista una cosa così». Salta l’elettricità

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PRATO. La tempesta di grandine e vento è arrivata all’improvviso, senza lasciare il tempo a chi vive sul Montalbano di mettersi al riparo. Aspettavano un temporale estivo, è arrivato un fortunale con raffiche di vento oltre i cento chilometri all’ora e una grandinata che a cose fatte ha lasciato strade e campi imbiancati come se fosse nevicato. Solo per caso non si contano feriti, perché gli alberi sono caduti a grappoli, molti anche di alto fusto, e chi si è trovato a passare sulla strada che da Comeana porta alla vecchia stazione ferroviaria di Carmignano se l’è vista davvero brutta.

Un gruppo di auto sono state intrappolate ieri mattina poco dopo mezzogiorno lungo la stradina che conduce al bivio per Artimino, quasi all’altezza di Villa Vittoria. Un panorama idilliaco che anni fa aveva stregato anche Richard Gere ma che per una mezz’ora si è trasformato in un girone infernale, coi chicchi di grandine grossi come sassi e il vento che sibilava nella piccola valle e faceva cadere gli alberi come birilli. Sono caduti, gli alberi, in mezzo alle auto in movimento, e c’è voluto un lungo intervento dei vigili del fuoco, degli operai del Comune e dei volontari della Vab Colline Medicee per liberare le auto e rendere di nuovo transitabile la strada.

Tra le persone a cui è toccata la disavventura c’è anche Antonella Filippini di Poggio alla Malva che, dicono al circolo Arci del paese, ha chiamato ancora impaurita per far sapere che stava bene, nonostante lo spavento.

Poi è iniziato il paziente lavoro dei tecnici dell’Enel e di quelli della Telecom. Alcuni alberi sono caduti sulle linee elettriche, lasciando Poggio alla Malva e altre zone senza elettricità. In tilt ovviamente anche molte linee telefoniche.

Interrotta la strada verso la stazione di Carmignano, ma interrotta anche via Lombarda all’altezza del cimitero di Comeana, dove sono venuti giù due cipressi secolari, poi segati e portati via dagli operai del Comune. Altri rami sono caduti al cimitero di Poggio alla Malva.

I danni più gravi (vedi la testimonianza nella pagina a fianco) si sono registrati in un’abitazione di Poggio alla Malva, dove un altro enorme cipresso secolare è stato sradicato dalla forza del vento e le cui radici, che si trovavano sotto al resede dell’abitazione, hanno fatto crollare tutto, lasciando una scena di devastazione più simile a quella di un terremoto che a quella di un fortunale estivo. Anche in questo caso la fortuna ha voluto che dentro la struttura in muratura non ci fosse nessuno, altrimenti non si sa come sarebbe andata a finire.

Sconcertata per l'accaduto la barista del circolo Arci di Poggio alla Malva: «Ho 84 anni e nella mia vita non avevo mai visto nulla di simile. Quando mi sono affacciata ho visto un muro di vento e grandine, non riuscivo a vedere la casa davanti a me». Le fa eco la signora Nesti, impegnata a spazzare la via principale del paese: «Ho passato tutta la mia vita qui e non aveva mai visto una cosa così».

«Oltre 200 mila quintali di uva andati persi per un danno superiore ai 20 milioni di euro». È questa la prima stima dei danni fatta da Confagricoltura Toscana dopo l'improvvisa ondata di maltempo che ha colpito parte della Toscana, in particolare le province di Firenze e Prato.

La strada che da Artimino porta sul versante dell’Arno, l’unica praticabile in territorio pratese essendo chiusa l’altra, assomiglia a un campo di battaglia. A ogni incrocio con una strada vicinale l’asfalto è coperto di detriti, fango e sassi. In alcuni punti il manto stradale è un tappeto di rami e foglie. In altri ci sono accumuli di grandine coi quali si farebbe facilmente un pupazzo di neve. Auto e furgoni hanno tentato faticosamente di farsi largo nella viabilità compromessa, ma fino al primo pomeriggio non è stato possibile.

La spiegazione del fenomeno è lo scontro tra l’aria fredda e instabile proveniente da ovest e quella calda presente sulla zona: un conflitto che ha innescato venti fortissimi e che potrebbe concedere un bis. È già avvenuto in questa estate nella zona del Gargano e nel Milanese che più temporali si siano succeduti nel giro di pochi giorni. I residenti sono avvertiti.

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