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Prato

Met teatro nazionale ma con la Pergola

Met teatro nazionale ma con la Pergola

È l’indirizzo di cui ha parlato il nuovo presidente Massimo Bressan alla presentazione del cda

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PRATO. Un antropologo, un commercialista, la direttrice dell'Istituto francese di Firenze, una "memoria storica", un politico che ha già fatto l'assessore alla Cultura. Ecco qui il nuovo cda del Metastasio che si è ufficialmente presentato alla città ieri con un paio di idee già chiare.

A esporle il presidente neo nominato Massimo Bressan, 51 anni, antropologo, presidente dell'Istituto Iris, economista, appassionato ed esperto di musica, in particolare il jazz. Due le questioni in cima alle molteplici che attengono alla gestione dello stabile toscano: la prosecuzione del percorso avviato per ottenere, all'interno della riforma del governo, la qualifica di teatro nazionale e l'impellenza di aprire il teatro a nuove collaborazioni, anche internazionali, con la parallela ricerca di sponsor. Perché il problema del reperimento dei fondi - anche a detta del nuovo presidente - non è secondario. E tra affermazioni tranquillizzanti: «La prima delle preoccupazione - dice Bressan - è restare alti, sul piano nazionale, sul fronte della qualità dell'offerta culturale, i soldi vengono dopo» e un ringraziamento all'opera dello scorso cda (presidente Umberto Cecchi), profila il futuro prossimo del Met. «Anche se la riforma nazionale ha ancora aspetti non chiari - spiega Bressan - il percorso del Metastasio come teatro nazionale è già iniziato. D'altro canto è la Regione - prosegue - che ci stimola e che vuole per la Toscana un teatro importante».

Con ogni probabilità il Metastasio, che l'anno prossimo festeggerà i 50 anni di attività (40 per il Fabbricone), non intraprenderà la strada per salire di un gradino, da solo. Ad affiancarlo, non si sa bene però in quali termini, sarà con ogni probabilità la Pergola di Firenze. «Io credo che il Metastasio abbia i numeri per anche farcela da solo - dice Bressan - bisogna capire però se è la scelta migliore da fare dal punto di vista della chance e da quello economico. Per noi, comunque, non ci sono preclusioni».

Dunque il Met si avvia sul percorso voluto dalla riforma in sinergia con Firenze (il cui Comune tifa fortemente per il teatro di casa) con alcuni capisaldi già scritti: «Puntiamo all'internazionalizzazione del teatro (ed ecco perché la scelta è caduta su Isabelle Mallez, ndr) con la massima apertura a collaborazioni sia a livello regionale che nazionale perché il nostro obiettivo - prosegue Bressan - è puntare al potenziamento della Fondazione ma anche a più produzione e più innovazione. Ma puntiamo anche a rafforzare i contatti a livello istituzionale, con le imprese e a reperire fondi comunitari». Ed ecco spiegata la presenza nel cda del commercialista Paolo Caselli, dello studio associato Paci, Caselli, Abbari di Pistoia.

«Useremo al meglio - conclude Bressan - anche le conoscenze approfondite di Roberta Betti (che sarà vicepresidente ndr) al Metastasio da anni e quelle della giovane Ilaria Maffei (ex assessore alla Cultura a Montemurlo ndr) che ha già avuto esperienze sul campo».

Cristina Orsini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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