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Prato

Ecco perché si scambia il bramito del cervo col ruggito della tigre

Ecco perché si scambia il bramito del cervo col ruggito della tigre

Prato, da quando è stata segnalata la presenza di un grosso felino a Sofignano e alla Madonna della Tosse si moltiplicano segnalazioni, battute e scherzi

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PRATO. Da quando lo scorso 11 settembre due bengalesi hanno segnalato la presenza di una tigre nelle campagne di Sofignano (Vaiano), si sono moltiplicate le chiamate alle forze dell’ordine da parte di persone che credono di aver visto o sentito il grosso felino. L’argomento è da giorni al centro di battute e scherzi in Valbisenzio e a Prato, perché in fondo quasi nessuno crede che una vera tigre sia in circolazione. Una seconda segnalazione arrivata dalla Madonna della Tosse il 14 settembre ha fatto scattare nuove ricerche. Qualcuno giura di aver sentito il ruggito della tigre, ma una spiegazione razionale è rappresentata dalla somiglianza (almeno per i non addetti ai lavori) tra il bramito dei cervi (quelli sì presenti nei boschi) e il ruggito di un grosso felino. Basta ascoltare questo file audio del bramit di un cervo maschio per rendersene conto.

Ma qualcuno forse ha voluto anche giocare con la psicosi da tigre che si è diffusa in Vallata. Come spiegare altrimenti la presenza di un grosso pelouche a forma di leone che è comparso nei giorni scorsi in località Madonna della Tosse, proprio nel posto da dove è arrivata la seconda segnalazione?

leone

Per quanto riguarda le forze dell'ordine, più che scetticismo c'è praticamente la certezza che nessun grosso felino si aggiri nelle campagne tra Prato e Vaiano. La prova indiretta è che nessuna delle potenziali prede della tigre è stata aggredita negli ultimi tempi: cavalli, capre e animali da cortile sono salvi.

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