Trasporti
Vizi e virtù, passati e presenti, del distretto pratese
Riccardo Cammelli, autore di “Tra i panni di rosso tinti” racconta l’economia pratese. Dal cappotto di Maigret al coraggio di cambiare
PRATO. Il gioco della bimba-statua che fugge sul tetto del Gruppo Tintoriale come la sfrontatezza e il coraggio dei pratesi che da sempre hanno conquistato mercati e hanno deciso quel che c'era da fare. Spesso "a quella maniera", come si dice in città , perché l'importante era ottenere dei risultati. E la paura, sempre di quel volto dell'opera di Elisabet Stienstra che dà il titolo all'opera ("Panic in Prato"), che quasi paralizza i pratesi se invece guardano avanti, al futuro. C'è tanto di quel che pensa lo storico Riccardo Cammelli nella copertina del suo "Tra i panni di rosso tinti", una raccolta di "appunti" sulla storia pratese dal 1970 al 1992.
"Una raccolta di parole", ama definire i suoi appunti Cammelli che si anima nel raccontare quella Prato che era e che ha gettato i semi dell'oggi. Parole dette dai protagonisti di quegli anni, molte raccolte nei giornali locali proprio come accade ora. Commenti, analisi, opinioni e racconti dell'ordinaria (straordinaria) vita di una città di provincia che, grazie al suo tessile, sembra diventare per un po' il centro del mondo.
Prato si accorge di essere grande quando glielo dicono gli altri. Quando arrivano i numeri del Censis che descrive il distretto come "unico, inimitabile con quella sua polverizzazione di piccole aziende". Ma non si accorge e non vuol vedere i suoi difetti - eh sì, la storia si ripete - quando sempre gli altri ne parlano. Il New York Times negli anni Ottanta racconta in un reportage di sfruttamento minorile e di concorrenza sleale (proprio come quella dei cinesi) nei confronti degli altri distretti europei. Elle già prima aveva addirittura paragonato Prato all'India definendola una città sporca, dove si sfrutta il lavoro.
Ma cosa volete che sia tutto questo in paragone al benessere che c'è in città? Niente. E allora ecco che si arriva all'oggi senza aver corretto la barra di quelli che erano, forse, i segnali di quello che oggi sarebbe accaduto.
Ed ecco che il libro (anche con tanti numeri illuminanti) trasforma le pagine che ripercorrono la storia in una lettura che aiuta a leggere il dna di questa grande città tessile.
"Tra i panni di rosso tinti". Attucci editore. Ventidue euro. In tutte le librerie.
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IL VIDEO/2. PRATO E SEMPRE PIACIUTA MOLTO AI PRATESI. MA GLI ALTRI CHE DICEVANO? "Ricordiamo il passaggio dai cappotti di Maigret ai jeans dei Duran Duran. Questa città dice altro, molto altro. Non è già più solo tessile"
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