Il Tirreno

Prato

Sciopero Air France fa tremare la fiera

di Barbara Burzi
Sciopero Air France fa tremare la fiera

Imprenditori pratesi costretti a partire per Parigi in auto. «Siamo preoccupati per i clienti. Speriamo possano arrivare»

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PRATO. Rimasti a terra a causa di uno sciopero dei piloti Air France. Partenza rocambolesca per gli imprenditori che avevano prenotato un volo per la capitale francese, dove è pronta al via Première Vision, la fiera internazionale del tessile – in programma da oggi al 18 settembre - a cui partecipa un centinaio di aziende pratesi. Lo stop al traffico aereo proclamato dalla compagnia francese ha costretto le aziende a organizzarsi in tutta fretta per riuscire ad arrivare a destinazione. Qualcuno è partito comunque trovando posto sui voli di altre compagnie, altri, la maggior parte, si sono dovuti organizzare con mezzi propri.

Voli cancellati. “Non arriverò prima di stasera – dice al telefono l’imprenditore Riccardo Marini del gruppo Marini Industrie – a causa dello sciopero sono dovuto partire in macchina. Allo stand ci sta pensando mio fratello che, invece, è partito ieri”. Nel giorno solitamente dedicato all’allestimento delle collezioni negli spazi espositivi, affinché sia tutto pronto per l’apertura dei cancelli di Parc des Espositions, molti imprenditori si trovano ancora in viaggio. “La mia impressione è che qui ci sia un gran deserto – riferisce Francesco Bellucci dell’omonimo lanificio arrivato a Parigi domenica – chi è partito in auto a causa dello sciopero non arriverà prima di stasera (ieri ndr) e di conseguenza non avrà il tempo di fare il classico giretto per Parigi prima dell’inizio della fiera». Automaticamente il pensiero va alla clientela attesa numerosa a quello che viene considerato il salone tessile più importante tra gli appuntamenti inseriti nel calendario fieristico delle aziende del distretto. “Non nascondo che ci sia un po’ di preoccupazione – aggiunge Bellucci – mentre la clientela nazionale può comunque organizzarsi con i treni o mezzi di trasporto propri, quella intercontinentale potrebbe non riuscire più a partire. Aspettiamo molti visitatori dall’America, per cui sarebbe un problema».

Tessile fuori dal tunnel. Per tre giorni Parigi sarà la capitale dei tessuti. Arriveranno da tutto il mondo – traffico aereo permettendo - per vedere le nuove collezioni dell’autunno-inverno 2015-2016. Da parte degli espositori pratesi le aspettative sono alte anche in virtù del successo riscosso agli appuntamenti di Monaco e Milano. “Le fiere precedenti sono andate bene – dichiara Marini - sembra proprio che il settore abbia superato la sua fase peggiore. Purtroppo, il contesto economico nel quale siamo inseriti non ci permette di raggiungere determinati risultati. Parigi rimane l’appuntamento che ci regala le soddisfazioni più grandi e dove incontriamo i nostri migliori clienti”. Si respira ottimismo anche al Lanificio Europa: “Dopo il trend positivo intrapreso l’anno scorso – afferma Luigi Guarducci, titolare del lanificio Europa - l’obiettivo è quello di mantenere i risultati raggiunti. Milano è andata bene e un segnale positivo arriva anche dall’atteggiamento dei visitatori . Dopo Parigi metteremo a punto la fase distributiva e commerciale del progetto sul denim italiano”.

Incognita Milano. “Se non verrà accolta la proposta di anticipare di un paio di mesi l’appuntamento di Milano Unica, non parteciperemo più”. Parola di Riccardo Marini, il quale sottolinea che “si tratta di un’esigenza di mercato”. “Per quanto ci riguarda, non cambierebbe nulla – afferma Bellucci – diverso sarebbe se tutti quanti decidessimo di saltare Parigi per puntare su Milano: ma è un’utopia, perché di venire qui non si può fare a meno”.

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