Il dolore
Cerchi la tigre in Vallata e trovi un leone di pezza
Sulle tracce del felino segnalato due volte in quattro giorni tra Prato e Vaiano, ma alla Madonna della Tosse c’è solo un pelouche
PRATO. L'avevano avvistata mercoledì scorso due immigrati del Bangadlesh - forse in preda a un momento di nostalgia - mentre rientravano nell'alloggio di Sofignano dove risiedono da fine giugno con lo status di rifugiati. Un'altra segnalazione è arrivata nella giornata di domenica ai carabinieri di Vaiano e ai vigili del fuoco, che allarmati avevano ripreso le ricerche, stavolta nella zona della Madonna della Tosse.
Ma della tigre fantasma, che negli ultimi giorni un po’ ha terrorizzato e un po’ ha divertito gli abitanti della vallata pratese, al momento non è stata rinvenuta nessuna traccia.
Nessuna orma, né tantomeno vittime imbattutesi nel famelico felino: è questo il riscontro delle perlustrazioni del corpo forestale e degli uomini dell'arma dei carabinieri.
Gli unici esseri di specie animale che si potevano ammirare ieri mattina tra le campagne di via Bologna erano delle caprette al pascolo, seguite da un piccolo micio, che soltanto attraverso una lente di ingrandimento avrebbe potuto prendere le sembianze del pericoloso predatore.
Il solo elemento che avrebbe potuto suscitare un po’ di timore era un esemplare maschio di leoncino, il più grande dei felini dopo la tigre. Peccato si trattasse di un peluche. Forse lasciato lì come provocazione, o semplicemente abbandonato da qualche bambina stufa del suo piccolo Simba, o meglio ancora vittima sacrificale della fantomatica tigre, il pupazzo giaceva appeso a un ramo con lo sguardo rivolto alla casa vuota da dove le caprette hanno dato il via alla loro passeggiata, impavide e spensierate.
Lo scetticismo sulla reale presenza del felino, al di là dei presunti giochini, si è alimentato anche nelle forze dell'ordine, e ha trovato conferma nel fatto che nessuno dei greggi di pecore e nessuna delle mucche presenti nel territorio ha subìto un attacco da parte del predatore alfa.
Intanto la storia ha innescato la miccia della fantasia degli abitanti di Vaiano e degli operai della storica azienda tessile Gruppo Tintoriale spa della Madonna della Tosse.
Secondo un lettore vaianese, l'ipotesi che ha preso piede per la maggiore tra le chiacchiere da bar e le voci dei vicoli del paese, è che si sia trattato di uno scherzo di cattivo gusto organizzato ai danni dei due bengalesi che passano di lì ogni giorno.
In fabbrica, invece, il fantasma della tigre sembra alleviare le dure ore di lavoro. Tra un tessuto e l'altro, c'è chi invoca l'aiuto di Sandokan o chi è convinto che l'animale sia un'allucinazione avuta dagli extracomunitari sotto effetto di qualche sostanza stupefacente. La goliardia, insomma, sembra aver stemperato il clima di timore diffuso in zona. Almeno per ora.
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