Resta in carcere il cinese che ha ferito gravemente un poliziotto a colpi di forbici
La decisione del gip che dopo l’interrogatorio: il trentenne non ricorda nulla. Disposta un’integrazione di indagine sulle pasticche che l’aggressore consegnò a una vicina di casa
PRATO. Resta in carcere Zhu Chen Peng, il cinese di 30 anni che nella serata di venerdì 12 ha accoltellato due poliziotti, uno in modo grave, in via Pistoiese. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Silvia Isidori all'esito dell'interrogatorio avvenuto nel carcere della Dogaia, alla presenza dell'avvocato difensore Gaetano Mari, che aveva chiesto una misura di custodia alternativa. Il sostituto procuratore Laura Canovai ha depositato un'integrazione degli atti d'indagine, relativa all'esame delle pasticche consegnate dal cinese a una vicina di casa italiana prima del drammatico esito del controllo di polizia.
Non sa dov’è e nemmeno come si chiama il cinese di trent’anni che venerdì sera ha accoltellato un poliziotto in via Pistoiese in preda a un raptus di cui ancora non si è trovata una spiegazione. L’uomo, Zhu Chen Peng, è stato interrogato ieri dal giudice per le indagini preliminari Silvia Isidori nel carcere della Dogaia alla presenza dell’avvocato difensore Gaetano Mari. E a distanza di oltre 48 ore le sue condizioni sono apparse ancora molto precarie. Non ricorda quello che è successo. Secondo il suo avvocato, Zhu non comprende bene che cosa gli dicono, e per questo il legale ha chiesto che gli venga applicata una misura alternativa di custodia (ad esempio al permanenza nel reparto di Psichiatria dell’ospedale) all’esito di un’accurata visita psichiatrica.
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