La manifestazione
Milone: ispettori inutili e dannosi
Per l’ex assessore alla sicurezza «si rischia di legalizzare l’illegalità»
PRATO. Parla di controlli inutili e dannosi che così come sono stati pensati rischiano di «legalizzare l’illegalità». Il consigliere comunale Aldo Milone (Prato Libera & Sicura) è un fiume in piena e parecchio arrabbiato. Sì, arrabbiato perché i settanta ispettori mandati dal presidente della Regione Enrico Rossi, per controllare la sicurezza sui luoghi di lavoro nelle aziende cinesi, a suo dire sono inutili.
Gli accertamenti sono iniziati il 1° settembre e sono previsti tre anni di verifiche per un’operazione che costa 13 milioni di euro.
L’ex assessore alla sicurezza Milone ufficialmente invierà una lettera al Prefetto dove chiede a Maria Laura Simonetti che fermi quanto prima i controlli. «Non servono a nulla – tuona Aldo Milone – E sono anche dannosi. Questi ispettori hanno competenze limitate; controllano la sicurezza sul posto di lavoro e basta. Non verificano se ci sono lavoratori a nero o clandestini perché non trattano queste vicende, essendo privi delle competenze specifiche. Quindi, non si tratta l’argomento dell’evasione fiscale che così può andare tranquillamente avanti. E si rischia di legalizzare l’illegalità».
Milone racconta cosa è successo in uno dei primi controlli: «Gli ispettori hanno riscontrato dei dormitori all’interno di un’azienda. E cosa hanno fatto? Hanno chiamato il magistrato che a sua volta ha avvisato la polizia municipale che è dovuta intervenire ed è rimasta all’interno del capannone fino alla tre del mattino per redigere tutti gli atti». Milone spiega come gli ispettori mandati dalla Regione non controllino la posizione contributiva, quindi se all’interno di un’azienda ci sono persone occupate a nero oppure clandestine queste non vengono controllate. «Il gruppo interforze, invece, - dice il consigliere comunale - faceva controlli a 360 gradi. Dopo una verifica in un’azienda trascorre un anno, o un anno e mezzo, senza che la ditta venga controllata di nuovo, così chi lavora a nero può continuare a farlo. Non solo, quelli che io definisco pseudo imprenditori possono cambiare, in questo lasso di tempo, ragione sociale e così si riparte da capo. La cosa non va assolutamente bene e chiedo al Prefetto che intervenga e ponga fine a questa farsa. Che senso ha - si domanda Milone - controllare solo la sicurezza? Ed i soldi che la Regione spende sono di tutti noi cittadini. Reputo, i controlli, un fallimento e vanno fermati. Ho anche detto al sindaco Matteo Biffoni che non doveva sottoscrivere l’accordo con la Regione». Milone riconosce al governatore della Toscana solo il fatto di aver dato lavoro a settanta persone. «Se in questo modo Rossi voleva affrontare e fermare l’illegalità cinese – conclude il consigliere comunale di Prato Libera & Sicura – ha sbagliato».
Azelio Biagioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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