Il Tirreno

Prato

Due licenziamenti alla scuola di San Niccolò

Ilenia Reali
Due licenziamenti alla scuola di San Niccolò

Continua il giro di vite sul personale degli istituti privati. Anche alla materna Sacro Cuore è stato interrotto il rapporto con un dipendente. La Diocesi: scuola amministratata da una fondazione, noi non c'entriamo

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PRATO. E’ ancora in movimento la situazione economica della Curia pratese. Se da una parte continuano ad arrivare rassicurazioni sul fatto che con il finanziamento della Commissione episcopale italiana i problemi stringenti di bilancio hanno dato respiro ai conti della Diocesi, dall’altra le manovre di razionalizzazione continuano. E dopo le prese di posizione, per la cassa integrazione per due dipendenti del museo diocesano del Sindacato di base, dei giorni scorsi, novità arrivano dal mondo della scuola privata.

Questa volta a essere toccata dai tagli è un emblema dell’istruzione privata: anche nella scuola di San Niccolò sono state inviate due lettere di licenziamento, una per un dipendente del settore amministrativo, l’altra per un ausiliario che si occupava del servizio di trasporto.

Nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra i rappresentanti della Diocesi e la Cgil scuola per affrontare l’argomento che segue ad altri duri provvedimenti presi nei confronti dei dipendenti. Ultimo, prima di San Niccolò, la chiusura della materna del Sacro Cuore con il trasferimento di un insegnante alla scuola di Santa Caterina e il licenziamento di un amministrativo.

“All’incontro - commenta Daniele Monticelli, del sindacato scuola della Cgil - siamo stati messi davanti a una decisione già presa. Crediamo che la diminuzione dei diritti dei lavoratori non siano una soluzione anche in caso di problemi economici. Ribadiamo che da parte nostra siamo disponibili ad affrontare insieme l’argomento per valutare se ci sono le possibilità di recuperare questi posti di lavoro”.

Se il sindacato sottolinea non ci siano preclusioni al dialogo sembra diverso l’atteggiamento della Curia che non risponde agli appelli. “Anche per la richiesta di abbassamento degli stipendi delle insegnanti della don Bosco e della scuola di Grignano - spiega Monticelli - ci siamo trovati davanti al fatto compiuto così come per tutta la riorganizzazione del personale nelle scuole cattoliche. Eppure già i primi momenti avevamo chiesto di conoscere la situazione complessiva per valutare insieme i possibili scenari. Richiesta a cui ci venne risposto come se si trattasse di provvedimenti una tantum. Sta invece emergendo che non è così”.

E’ evidente infatti che la Diocesi sta effettuando un giro di vite sulle spese correnti andando a toccare in particolar modo le voci che riguardano il personale.

Dalla Diocesi fanno sapere di non avere competenze decisionali sulla scuola di San Niccolo, che è gestita e amministrata da una fondazione. Secondo la Diocesi la fondazione è autonoma nelle sue scelte e da queste dipendono i due licenziamenti.

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