Sicurezza
Detenuto agli arresti domiciliari rompe il braccialetto e scappa
È il secondo caso dopo quello del tunisino che evase a febbraio da Prato. L’uomo, originario della Repubblica Ceca, era stato condannato per reati contro il patrimonio
PRATO. Un detenuto che era agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico è evaso oggi, 14 settembre, dalla sua abitazione di via Erbosa e ha fatto perdere le proprie tracce dopo aver rotto il dispositivo di controllo a distanza. E’ il secondo caso di evasione di detenuti dotati di braccialetto, dopo quello di Slim Dridi, tunisino di 42 anni che fece scalpore lo scorso 12 febbraio. Dridi era infatti il primo detenuto in provincia di Prato a cui veniva applicato il braccialetto elettronico (una sorta di cavigliera collegata alle centrali operative delle forze dell’ordine) e se ne liberò nel giro di quattro ore, dandosi alla latitanza.
Il caso di oggi riguarda un detenuto originario della Repubblica Ceca, di 36 anni, che era ai domiciliari per reati contro il patrimonio. Nel primo pomeriggio è scattato l’allarme e quando la prima pattuglia dei carabinieri è arrivata sul posto ha constatato che il detenuto non era in casa. Avrebbe manomesso il congegno, mettendo in conto di essere scoperto nel giro di pochi minuti, quei minuti che gli sono bastati per sparire. Sono in corso le ricerche da parte dei carabinieri e della polizia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
