Finanza
Tasi, ecco chi deve pagare e chi no a Prato e dintorni
A Montemurlo e a Poggio a Caiano pagano anche gli inquilini. Caaf Cgil: «Abbiamo assunto 15 persone per fare le pratiche»
PRATO. Può un balzello fiscale che brucia sulle tasche dei cittadini contribuire a creare posti di lavoro? Sì, se si chiama Tasi e se per pagarla nei Caaf ci si aspetta l’affluenza di migliaia e migliaia di persone. Piazza Mercatale, quartier generale della Cgil. Gli sportelli del centro di assistenza fiscale si trovano a piano terra. Il centralino squilla all’infinito, il personale non ha un minuto di tregua.
Le domande più ricorrenti: «Sono un inquilino, devo pagare la Tasi?». A domanda corrisponde domanda, dall’altra parte del filo. «Dipende. Se abita a Montemurlo, sì. No invece, se ha l’abitazione a Prato o nei comuni della Vallata».
E poi ancora: «Quali detrazioni posso avere?» Il bello deve ancora venire. La prima tranche della Tasi, il tributo sui servizi indivisibili deve essere pagata entro il 16 ottobre (idem negli altri Comuni eccetto Carmignano e Poggio), entro il 16 dicembre la seconda: a Prato la delibera comunale sulle aliquote e detrazioni è datata 3 settembre. Tradotto: per i Caaf ora è corsa contro il tempo.
Pattuglie di operatori già dispiegate per il prossimo assalto agli sportelli. «Già si danno i primi appuntamenti: dal 22 settembre, quando partiremo a regime con le compilazioni degli F24 (modelli attraverso cui dovranno essere effettuati i versamenti,ndr), abbiamo già in agenda 500 appuntamenti fissati», fa sapere Saverio Viola, responsabile del Caaf Cgil di piazza Mercatale.
La mole di lavoro sarà notevole: numeri alla mano, solo nei centri di assistenza fiscale targati Cgil (a Prato sedi di piazza Mercatale, Grignano, Chiesanuova, via Pistoiese) dovrebbero transitare 18mila cittadini di Prato e provincia, all’incirca il numero di quelli che nel 2012 pagarono la vecchia Imu sulla prima casa.
«Per questo abbiamo dovuto riassumere 15 persone con contratti stagionali e forse ne serviranno altri – prosegue Viola -. Regna l’incertezza anche perché la situazione a livello provinciale è a macchia di leopardo, anche rispetto ai meccanismi delle detrazioni. A Montemurlo, dove hanno un’aliquota Tasi fissata all’1.5 per mille, la più bassa del comprensorio, paga anche l’inquilino per la sua quota (10%, ndr). A Carmignano e Poggio a Caiano, dove i bilanci comunali sono stati chiusi prima, la prima rata della Tasi è stata già pagata a giugno».
Di fatto a Prato è stata fatta la scelta di far ricadere la Tasi tutta sui proprietari, portandola su una soglia di aliquota massima, ma senza gravare sulle spalle degli inquilini.
«Anche al Caaf della Cisl, in via della Pallacorda, la musica è la stessa e domina la confusione. Il viavai di cittadini a caccia di informazioni sulla Tasi è iniziato ad aprile scorso, quando s’iniziò a parlare della nuova tassa. «Tanti credono di dover pagare l’Imu sulla prima casa, anziché sulla seconda – fanno sapere dal Caaf della Cisl pratese -. La confusione nella testa della gente c’è perché c’è confusione nella materia fiscale». E fra chi dovrà pagare l’Imu sulla seconda abitazione e la Tasi sulla prima, qui il flusso stimato è di 7-8mila persone. E anche qui le compilazioni degli F24 sono ai blocchi di partenza già dalla prossima settimana.
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