«Ho sentito uno schianto e ho visto la bici volare»
La testimonianza di Massimo Bruschi, uno degli amici che era al Signorino in bici con Giuseppe Bini
PRATO. «Era da tanto tempo che Giuseppe voleva fare il Giro dei due Bacini e tutta la settimana insisteva per organizzare questa biciclettata. Ci siamo dati appuntamento questa mattina in Piazza San Marco, visto il bel tempo, e siamo partiti, dopo il classico messaggio, con il solito gruppetto di sempre. Si stava bene e il tempo era ideale per andare in bicicletta». A parlare è l’amico Massimo Bruschi (nella foto sotto) compagno di tante passeggiate in bicicletta con Giuseppe Bini (nella foto a sinistra), morto sul colpo. Investito da un’auto.
«Siamo arrivati in località Signorino - torna indietro ai momenti drammatici - dove c'è la galleria e Beppe ci ha detto che si avvantaggiava per fare rifornimento alla fontana che si trova più avanti rispetto alla galleria. Era davanti a noi circa 50 metri e tutto a un tratto, prima del tunnel, è arrivata (erano circa le 10) una macchina a forte velocità e ci ha superato. Tra noi ci siamo detti anche, guarda che pericolo è questo, tempo un attimo e abbiamo sentito un botto. Ho visto la bicicletta volare verso l'alto. L'altra parte della carreggiata aveva dei lavori e in galleria non si vedeva niente perchè è buia. Io mi sono subito avvicinato a Giuseppe ma ho capito subito che non c'era niente da fare. Abbiamo chiamato immediatamente i soccorsi che tra l'altro sono arrivati dopo 40 minuti». Un attimo. Giusto un attimo.
«E’ stato proprio qualcosa di improvviso - spiega Bruschi - la macchina andava a forte velocità, penso a 100 km/h, lo ha preso in pieno da dietro e lui è volato in aria. Una cosa incredibile». Giuseppe Bini lavorava come rappresentante alla New Mill ed era socio storico del Tc Prato. Era sposato con Silvia Milanesi che, con i tre fratelli, è titolare dell’azienda conosciuta in tutto il mondo per i pregiati filati di cachemire. Era padre di due figlie, Eleonora di 24 anni e Diletta di 16.
Oltre ad avere la passione per la bicicletta era una persona che amava stare in compagnia e faceva parte anche della squadra di calcio del club di via Firenze oltre a partecipare alla vita sociale del circolo. «Non riesco a crederci ancora, eravamo al mare insieme a Punta Ala - spiega Niccolò Bruschi - ed è sempre stato una persona gioviale e disponibile. Una brava persona. Io ho qualche anno più di Eleonora che ha 17 anni mentre Diletta ne ha 25. Non mi capacito».
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