Il Tirreno

Prato

Cocaina e tanti soldi in due case vicine, arrestati tre spacciatori

Prato, dopo una serie di appostamenti la polizia stronca un fiorente traffico di droga che si svolgeva tra Paperino e via Roma

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PRATO. La polizia ha sferrato un altro colpo allo spaccio di cocaina in città, dopo i due arresti operati giovedì 11, Venerdì 12, nel tardo pomeriggio, la squadra mobile ha condotto in porto un’altra operazione, che ha portato all’arresto di altri due giovane marocchini. Gli agenti avevano acquisito notizie su una fiorente attività di spaccio di spaccio da parte di due fratelli magrebini nella zona di via Roma e Paperino. Qui i fratelli incontravano i loro clienti per cedere la droga.

Appostati in zona, nella prima serata i poliziotti hanno avuto conferma dei sospetti. Uno dei due fratelli, 25 anni, usciva dalla sua abitazione di di via Sacchetti per incamminarsi verso la pista ciclabile in direzione Paperino. Il giovane è stato fermato e sottoposto a perquisizione, nonostante un timido tentativo di fuga. Addosso aveva 5,53 grammi di cocaina e 50 euro provento dell’illecita attività.

Altri agenti intanto perquisivano il domicilio, riuscendo così a bloccare il secondo fratello, di dieci anni più anziano del primo. Anche lui aveva in tasca della droga, ma è stata la successiva perquisizione della casa che ha consentito di trovare il grosso: 14 bustine di nylon termosaldate contenenti 9,53 grammi di cocaina e la somma complessiva di 2.330 euro.

Nella circostanza venivano sentiti alcuni clienti di pusher dalle cui dichiarazioni emergevano chiaramente le responsabilità penali dei fermati, considerati esperti spacciatori della zona che alimentavano la fiorente attività illegale. Al termine dell’operazione i due fermati sono stati arrestati per i reati di spaccio di stupefacenti e concorso in detenzione di stupefacenti e trattenuti, su disposizione del magistrato di turno, dottoressa Calamai, presso le camere di sicurezza in attesa del processo per direttissima.

Ma non è finita. Nel corso dell’operazione che ha determinato l’arresto dei due marocchini, a poche decine di metri dalla loro abitazione, gli agenti hanno notato un’auto con a bordo due uomini particolarmente interessati a cosa stava accadendo. Gli uomini dell’antidroga si sono insospettiti. Così hanno controllato l’auto e i due occupanti, due albanesi. Uno dei due è stato riconosciuto dal capopattuglia come soggetto che gravita nel mondo dello spaccio, un ventinovenne. Altro elemento che ha insospettito gli agenti: l’albanese non rispondeva al cellulare che squillava ripetutamente.

La successiva perquisizione nell’abitazione del ventinovenne, distante poche decine di metri da quella dei marocchini arrestati, consentiva di confermare i sospetti della sua attività illecita. In casa teneva ben 88,64 grammi di cocaina e 950 euro provento dell’attività di spaccio, bilancina di precisione e quant’altro utile per il confezionamento al dettaglio di dosi di stupefacenti.

Nel corso della perquisizione domiciliare erano presenti le due mogli degli albanesi fermati. Una di loro, secondo quanto riportato dalla polizia, ha simulato di essere stata maltrattata dagli operatori, provocando così la reazione del marito. Al termine dell’operazione l’albanese è stato arrestato poiché ritenuto responsabile dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti resistenza e minacce a pubblico ufficiale ed associato al carcere di Maliseti in attesa dell’udienza di convalida da parte dell’autorità giudiziaria.

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