Attenzione
Nell'elenco dei clienti degli spacciatori i timbri di due aziende
Prato, arrestati due marocchini che vendevano cocaina nella zona dei Ciliani. Durante le perquisizioni trovati oltre 150 grammi di droga, 10.000 euro in contanti e un elenco coi numeri di telefono
PRATO. Spacciavano la droga regolarmente nei pressi di un bar di via Garigliano, nella zona dei Ciliani. Dopo vari appostamenti, la polizia li ha sorpresi in flagranza di reato e arrestati. Si tratta di due cittadini di origine marocchina di 35 e 30 anni, con regolare permesso di soggiorno sul territorio italiano. Il primo è stato denunciato per spaccio e detenzione di droga e resistenza a pubblico ufficiale, il secondo solo per detenzione a fini di spaccio.
Nel primo pomeriggio di giovedì 11 agenti dell’antidroga della squadra mobile della Questura hanno assistito al momento in cui il 35enne magrebino cedeva 103 grammi di cocaina al connazionale di 30 anni. Il primo ha visto gli agenti e si è dato alla fuga a piedi. Dopo un breve inseguimento è stato bloccato, nonostante la resistenza opposta.
La successiva perquisizione sull’uomo ha consentito il ritrovamento di 2.150 euro e di appurare, attraverso appunti riprodotti su un foglio di block notes sequestrato, chiari riferimenti a pregresse cessioni di stupefacenti. Le successive perquisizioni domiciliari nelle abitazioni dei due fermati hanno consentito agli agenti di ritrovare e sequestrare a carico del trentacinquenne altri 51 grammi di cocaina, una bilancina di precisione e 3000 euro, mentre a casa del compare è stata trovata la somma di 5.000 euro ed un elenco di riferimenti di utenze telefoniche riconducibili a vari clienti del centro di Prato.
Un particolare sorprendente è emerso dall'analisi del "libro mastro" dei clienti, una trentina di persone. Per un paio di loro, anziché il numero di telefono, è stato trovato il timbro dell'azienda di cui sono titolari o dipendenti, come se la fornitura venisse fatta alla ditta e non alle persone fisiche, ma in realtà gli acquisti erano fatti dai dipendenti e non dall'azienda.
La polizia ha ricostruito il quadro dei rapporti criminali dei due marocchini: uno riforniva il connazionale di droga, l’altro si si occupava invece della vendita al dettaglio della cocaina ad una serie di clienti dei quali conservava gelosamente i recapiti telefonici in una cassaforte insieme al denaro sequestrato. Al termine delle procedure gli arrestati su disposizione dell’autorità giudiziaria sono stati portati in carcere in attesa di convalida dinanzi al Gip.
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