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Prato, rischio amianto per le coperture dei capannoni che crollano

Prato, rischio amianto per le coperture dei capannoni che crollano

L’allarme del Comune che sta predisponendo un giro di vite sui quei proprietari che non bonificano. L’assessore Filippo Alessi: “Procederemo con ordinanze sindacali perché sulla salute pubblica non si scherza”

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PRATO. Tetti di capannoni industriali che crollano e amianto che si disperde nell'aria. Una situazione diventata intollerabile per l'assessore all'Ambiente e Lavori pubblici Filippo Alessi che sta predisponendo un giro di vite su quei titolari di immobili ex industriali che preferiscono pagare una multa irrisoria (200 euro) piuttosto che bonificare le coperture di eternit sostituendole o in capsulandole (ricoperte di una vernice speciale).

Complessivamente sono una decina gli immobile "sorvegliati speciali" sparsi soprattutto nelle varie aree industriali di Prato. Ma due sono i casi sui quali - secondo Comune e Asl - è urgente intervenire: un immobile in pieno centro abitato, alle porte del centro storico, l'altro nei pressi della tangenziale.

"Si tratta, in entrambi i casi - spiega l'assessore Alessi - di immobili per i quali il Comune ha già inviato la richiesta di bonifica senza ottenere risposta. Ma siccome noi siamo convinti che sulla salute pubblica non si possa scherzare, vogliamo trovare il modo di obbligare i proprietari a intervenire". Il problema è proprio questo: fino a ora il risanamento non è obbligatorio "ma con un'ordinanza sindacale - afferma il dirigente del settore Ambiente Sergio Spagnesi - lo diventerà". Ed è quella la strada che il Comune ha intenzione di imboccare prima possibile, subito dopo una riunione tra Comune e Asl in calendario per la settimana prossima.

Il primo passaggio - la procedura non è di quelle snelle - - prevede il coinvolgimento della Asl. "E', infatti, l'Igiene pubblica - spiega il dirigente Luigi Ricci - a richiedere al Comune l'ordinanza dopo avere analizzato il caso e scelto il tipo di intervento di bonifica: o sostituzione delle coperture o incapsulamento (che costa la meta ndr)". La pratica poi torna in Comune passa allo staff del sindaco al quale spetta il compito di emettere l'ordinanza. "E' nostra intenzione - conclude l'assessore Alessi - introdurre la possibilità che, in caso di mancato adempimento, nella bonifica posso intervenire il Comune che poi si rivarrà sul privato". (c.o.)

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