Sicurezza
Prato, Rete Imprese tira gli orecchi al sindaco Matteo Biffoni
«Le categorie economiche non sono state coinvolte nelle scelte di bilancio. Chiediamo la revisione delle aliquote Tari,Tasi e Imu. Il sindaco replica: «Alta l’attenzione per le imprese, sul bilancio fatto il possibile»
PRATO. Il mancato coinvolgimento delle categorie economiche nelle scelte di bilancio ha deluso le aspettative di Rete imprese che, in occasione di un recente incontro, ha "tirato le orecchie" al sindaco Matteo Biffoni, rimproverandolo di aver fatto scelte che non favorirebbero il distretto produttivo.
«Non ci ha permesso di intervenire su una materia di grande interesse per tutta la città come quella del bilancio, sostenendo che non c'erano i tempi per farlo -dichiara Claudio Bettazzi,presidente di turno di Rete imprese - ma in un momento di grande difficoltà come questo era necessario confrontarsi sulle scelte e trovare una strategia comune. L'inasprimento della pressione fiscale in una città di imprese già colpite dalla crisi non favorirà di certo lo sviluppo del distretto».
A questo proposito Rete Imprese Prato richiede la revisione delle aliquote delle tariffe di Tari,Tasi e Imu. «Un ulteriore aumento della pressione pressione fiscale è insostenibile per le imprese -aggiunge Bettazzi - se necessario, metteremo in atto azioni per manifestare tutto il nostro disagio nei confronti di questa situazione».
In un documento consegnato al sindaco Biffoni, c'è poi una serie di punti, relativamente ai quali, da parte del primo cittadino è stata dimostrata massima apertura a un confronto costruttivo per risolvere i problemi maggiori che al momento affliggono le imprese. Nello specifico, si richiedono incentivi ai nuovi insediamenti di attività economiche «attraverso una fiscalità agevolata" e che l'incentivo economico all'apertura di nuove attività nel centro storico venga esteso al resto del territorio comunale. Altra priorità la sicurezza: «Rete imprese ritiene sia necessaria l'installazione di un sistema di videosorveglianza nei punti più sensibili della città- spiega - in qualche caso, sperimentare anche il vigile di quartiere».
Un impegno serio da parte dell'amministrazione è stato preso anche nel contrasto all'abusivismo. Riguardo alle infrastrutture, per Rete imprese è «indispensabile favorire la diversificazione puntando sul terziario innovativo e capire come Prato sarà collegata all'aeroporto».
Sul tema della riqualificazione, nel documento redatto le associazioni hanno ricordato al sindaco di concordare le scelte su progetti già esistenti ( area vecchio ospedale, area ex Banco,piazza Mercatale e parco delle Cascine). «Infine abbiamo chiesto al sindaco di assumersi la guida del patto per il lavoro sicuro - conclude Bettazzi- per noi è un impegno serio, di affiancamento alle imprese in un percorso che dovrà concludersi, secondo le nostre previsioni, entro sei mesi dall' adesione da parte dell'azienda».
«La Regione Toscana auspica che non si metta l'obbligatorietà di iscrizione all'associazione di categoria- fa notare Andrea Belli, presidente di Confartigianato Prato - ma i nostri statuti ci consentono di intervenire solo sulle imprese socie».
La replica del sindaco Matteo Biffoni è arrivata, qualche ora più tardi a stretto giro di posta elettronica. «L’ho detto più volte, avrei preferito abbassare le tasse e non dover chiedere sacrifici ai cittadini, ma il bilancio non lo consente. Anzi, come è emerso anche dalle osservazioni dei sindaci revisori avremmo dovuto aumentare anche l’Irpef e non lo abbiamo fatto per una precisa scelta politica. Capisco le ragioni dei rappresentanti delle categorie economiche, ma Rete Imprese Italia Prato sa bene in quali condizioni abbiamo trovato i conti e quali margini di manovra avevamo».
Il sindaco Matteo Biffoni risponde con chiarezza alle lamentele di Rete Imprese: «Anche sul fronte del coinvolgimento nelle scelte ci siamo potuti solo limitare ad annunciare la manovra fiscale a categorie economiche e sindacati prima che alla città, per garbo istituzionale. I tempi stretti, dal momento che la Tari doveva essere approvata dal consiglio comunale entro il 10 settembre, non permettevano concertazioni. Concertazioni, tra l’altro, impossibili: la manovra fiscale poteva lasciare solo una scelta, se aumentare anche l’Irpef o meno, se applicare detrazioni per la Tasi o meno. Inoltre c'è stato anche un preciso intento politico: come detto anche in consiglio comunale e in conferenza stampa non sentiamo questa manovra come una nostra scelta, ma come un'operazione necessaria a cui l'amministrazione non poteva sottrarsi. Capisco perfettamente che in questo momento di congiuntura economica un aumento delle tariffe mette in difficoltà commercianti e artigiani, ma la scelta di non tagliare i servizi ricade anche su di noi e le nostre famiglie».
Il sindaco ha comunque ribadito la disponibilità a collaborazione e confronti: «Dal primo momento mi sono messo a disposizione della città e di chi ogni giorno manda avanti l’economia di Prato. Coinvolgere tutti i rappresentanti delle categorie economiche è fondamentale, dalla crisi usciamo solo collaborando tutti insieme, senza polemiche. Anche sullo sviluppo del commercio all’interno del centro storico dobbiamo fare un lavoro di concertazione importante e i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti devono essere parte attiva: il Comune può impegnarsi per incentivare nuove aperture, garantire controlli sul territorio, promuovere la città. Poi però ci devono essere risposte anche da parte di chi offre i servizi, con locali aperti, rispetto delle regole, un patto di convivenza con i residenti».
Perché il confronto sia continuo dal primo lunedì di ottobre, come già anticipato a Rete Imprese Italia, il sindaco Matteo Biffoni insieme con l’assessore Daniela Toccafondi incontreranno una volta al mese i rappresentanti delle categorie economiche: «Un appuntamento fisso che ci permetterà di recepire le richieste e di portare avanti progetti condivisi».
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