Il Tirreno

Prato

Morto il ciclista ferito nel sottopasso, due indagati di Comune e Asm

di Paolo Nencioni
Morto il ciclista ferito nel sottopasso, due indagati di Comune e Asm

Un ottantenne si è spento in ospedale a Prato dopo due settimane di agonia, vittima di uno scontro tra biciclette in via Ciulli. L’altro ciclista è scappato. Ai funzionari si contesta di non aver fatto rispettare la chiusura del passaggio pedonale

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PRATO. È morto dopo 13 giorni di agonia in ospedale Giuseppe Petrucci, l’uomo di 80 anni che lo scorso 24 agosto fu involontario protagonista di uno stranissimo incidente, lo scontro tra due biciclette nel sottopasso di via Ciulli, tristemente noto per la morte, nell’ottobre del 2010, di tre donne cinesi annegate nell’auto durante un nubifragio.

Oltre alla notizia della morte dell’anziano, si apprende che la Procura ha inviato due avvisi di garanzia al dirigente del Comune Lorenzo Frasconi e al funzionario di Asm Marco Mascelli, a cui vengono contestate le accuse di cooperazione colposa in omicidio colposo. Il sottopasso di via Ciulli, infatti, compreso il passaggio pedonale, è ancora sottoposto a sequestro preventivo e dunque il 24 agosto i due ciclisti non avrebbero potuto accedervi. Frasconi è indagato in quanto custode del sottopasso, Mascelli perché avrebbe dovuto installare cartelli col divieto di accesso. Il fascicolo è stato aperto dai sostituti procuratori Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri.

ciulli

Teoricamente ci sarebbe un terzo indagato, ma non si sa chi sia. Il ciclista che era sulla seconda bicicletta, infatti, non si è fermato a prestare soccorso all’anziano e un testimone l’avrebbe visto rialzarsi e allontanarsi in bicicletta, descrivendolo come un nordafricano. Se verrà rintracciato (ma non ci sono molte speranze) dovrà rispondere di omicidio colposo e omissione di soccorso. Giuseppe Petrucci riportò un grave trauma toracico e la frattura di alcune vertebre, che alla fine gli sono state fatali.

Il sottopasso di via Ciulli fu sottoposto a sequestro probatorio subito dopo la morte delle tre donne cinesi nell’ottobre 2010. L’anno scorso, alla vigilia del dissequestro, sulla zona si abbattè un altro acquazzone e il sottopasso fu nuovamente allagato. La Procura decise allora di far scattare il sequestro preventivo. Nello scorso mese di giugno il Comune ha chiesto nuovamente il dissequestro (richiesta ancora pendente in Tribunale) e ha emesso un’ordinanza che inibisce la circolazione veicolare e pedonale, affidando ad Asm il compito di installare la cartellonistica.

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