Italia
Rogo nella notte in un magazzino tessile a Vaiano
Le fiamme hanno distrutto il capannone della Stemar in via di Moschignano. Sul posto le operazioni di bonifica dei vigili del fuoco. Il titolare: "Ho perso tutto, non so più come fare. E' la seconda volta che mi succede" . Il sindaco Bosi: "Non ci sono rischi per le polveri di amianto"
VAIANO. VAIANO. Un rogo la scorsa notte ha completamente distrutto il magazzino della Stemar, ingrosso tessuti a stock, in via di Moschignano. Indenne la tessitura 92 sas di Cristiano Santini mentre nella stireria F.T , entrambe confinanti con la struttura bruciata, sono collassate alcune finestre. “Non ho parole per commentare l'accaduto – spiega il titolare della Stemar Mario Panerai – è la seconda volta che capita. Non so più come fare”. Cinque anni fa, quando la sede era in via Buricchi, un ragazzino di 15 anni incendiò la struttura con danni per oltre un milione di euro.
Mario Panerati, a sinistra, insieme al fratello

Le cause del rogo, l'allarme è' stato dato intorno all' 1 di mercoledì 10 settembre, non sono ancora note come del resto la stima dei danni, ma l'immobile di proprietà dell' agenzia Millenium è andato completamente distrutto insieme al materiale tessile e alle scarpe che erano stoccate nel suo interno. “Quando sono arrivato sul posto, erano circa le 2 di notte- spiega il sindaco Primo Bosi – le fiamme erano altissime, l'allarme è stato dato dagli abitanti della zona. Sono rimasto positivamente colpito dalla presenza, del tutto spontanea, dei carabinieri in congedo accorsi per prestare il loro aiuto”. Sul posto squadre dei vigili del fuoco di Vaiano, di Prato, di Lucca e di Firenze, il maresciallo dei carabinieri di Vaiano Quintino Preite e in mattinata una squadra della polizia municipale. “Verso l' una di notte – spiega Daniele Cesari che abita a qualche centinaio di metri dal rogo – ho sentito passare i vigili del fuoco a sirene spiegate, poi altre autobotti, mi sono affacciato e ho visto le fiamme. Non abbiamo dormito per tutta la notte. In mattinata si è sparso un odore acre che proveniva dal rogo”.
Il racconto di Daniele Cesari, un testimone dell'incendio
Il tetto in eternit del fabbricato (1450 mq) è collassato all' interno dell' edificio distruggendolo completamente. “La squadra di Arpat – precisa Bosi – ha spiegato che la pioggia ha evitato che le polveri si spargessero”. Tanta comunque la paura: le fiamme sono state avvistate al Fabbro, verso nord e alla Briglia a sud. I vigili del Fuoco, constatato l'entità dell' incendio, hanno messo subito in sicurezza gli edifici confinanti: una tessitura e una stireria. Intervenuta anche una squadra dell' Enel per bypassare la corrente di una cabina la cui struttura è stata compromessa dall' incendio. “Sono stato avvisato da un mio amico che abita dall' altra parte del fiume – spiega Giovanni il titolare cinese della F.T. - per fortuna si sono rotti soltanto alcuni vetri delle finestre. Al più presto riprenderemo a lavorare”. Anche gli altri capannoni della zona hanno potuto aprire i battenti, anche se con un ritardo di qualche ora rispetto all' orario consueto.



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