Sicurezza
Il Corteggio Storico tra sacro e profano Ha vinto l’allegria
In migliaia assistono al passaggio di centinaia di figuranti Applausi per la Palla Grossa, la ballerina e la Tammurriata
PRATO. Possono cambiare alcuni dei gruppi, ma la magia del Corteggio storico dell’8 settembre resta sempre immutata. Così è stato anche per l’edizione 2014, con alcune novità che hanno arricchito la sfilata in costume lungo le vie del centro cittadino. Grandi assenti di quest’anno i fuochi d’artificio sostituiti dal concerto del “Francesco Citera Quartet”. Una scelta voluta dall’amministrazione comunale per spendere meno, visti i tempi di crisi.
Ai rintocchi della “Risorta”, la campana di Palazzo Pretorio, alle otto di sera in punto è partito il Corteggio da piazza del Comune, con in testa il sindaco Matteo Biffoni. Una partenza anticipata rispetto agli anni scorsi per far sì che il lungo serpentone arrivasse in piazza Duomo ad un’ora più consona. Tanti anche quest’anno i gruppi che hanno preso parte all’appuntamento particolarmente sentito dai pratesi. Gruppi provenienti da tutta Italia hanno reso la sfilata una girandola di colori: costumi storici curati nei minimi dettagli, tamburi, trombe, sbandieratori e pure le cornamuse. Applausi alle squadre della Palla Grossa che hanno sfilato con i loro abiti con i quali scendono in campo. Di grande impatto scenico "Carillon": una danzatrice si muoveva su un pianoforte a coda che sfilava lungo il corteo. Precedeva la compagnia “Silence teatro” con "Segni bianchi" i cui componenti raffiguravano statue animate. E poi il fascino del Sud. Da Napoli è arrivata la Compagnia “La Paranza” con Nando Citarella. Il gruppo ha portato una carica di energia, allegria e vitalità squisitamente meridionale. I componenti suonavano strumenti tipici della tradizione partenopea ballando in uno spettacolo coinvolgente, "Danze ai piedi del Vulcano".
Il Corteggio è stato chiuso dai ginnasti dell'Etruria, la storica società pratese che in più di un secolo di vita ha registrato moltissimi successi scrivendo numerose pagine dello sport italiano e internazionale. Migliaia le persone che si sono assiepate lungo le strade per assistere al corteo. Una volta che i partecipanti sono arrivati in piazza Duomo, è seguito l’altro momento religioso della giornata (dopo il Pontificale del mattino): l’ostensione del Sacro Cingolo. Il vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, ha impartito la benedizione con la reliquia appartenuta alla Madonna. Come consuetudine ha mostrato la Cintura mariana tre volte all’interno del Duomo dalla Loggia del Ghirlandaio ed all’esterno dal Pulpito di Donatello. Alla terza volta la solenne benedizione.
In mattinata il cardinale di Perugia e Città della Pieve, sua eminenza Gualtiero Bassetti, aveva celebrato il solenne Pontificale insieme al vescovo Franco Agostinelli e ai vescovi emeriti Gastone Simoni e Luciano Giovannetti. Sua eminenza ha ricordato come Prato e Perugia siano legate per due reliquie appartenute alla Madonna: Prato per il Sacro Cingolo e Perugia per l’anello dello sposalizio di Maria. «Ma voi pratesi – dice Bassetti – siete più bravi a venerare il Sacro Cingolo. A Perugia c’è più freddezza nella devozione per l’anello».
Azelio Biagioni
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