Sicurezza
Rossi e Azzurri: «Non faremo la fine del calcio storico»
Prato, all’indomani della combattuta semifinale della Palla Grossa, De Filippo e Giannini escludono il rischio che il livello della violenza in campo sia destinato a salire
PRATO. «Non faremo la fine del calcio storico fiorentino». Ne sono convinti il vice presidente degli Azzurri, Rossano Giannini, e il presidente dei Rossi, Luca “Lucky” De Filippo, all’indomani della semifinale della Palla Grossa che ha visto prevalere gli Azzurri al termine di una partita con molti scontri in campo, una rissa e numerose espulsioni. Il rischio adesso è che, se il livello di violenza dovesse ulteriormente aumentare, certe partite potrebbero essere vietate per motivi di ordine pubblico, come ogni tanto accade a Firenze.
«Non corriamo questo rischio - dice Giannini - Le regole ci sono e vanno rispettate, chi commette scorrettezze viene espulso, è semplice. A Firenze due calcianti possono colpirsi sempre, a Prato c’è la regola secondo la quale se non alzi la guardia non puoi essere colpito. Dobbiamo evitare che diventi un gioco di pugilato multiplo». Ne è convinto anche De Filippo, che assolve i suoi e punta il dito sugli addetti alla sicurezza: «La confusione non è partita dai calcianti, uno dei nostri è stato espulso perché ha difeso un altro da uno della sicurezza. In campo è volato di tutto, ma non dai nostri tifosi. Altri due sono stati espulsi perché provocati dagli Azzurri. Invito tutti a rivedere le immagini per capire che cosa è successo».
Giannini si gode la vittoria e pensa alla finale coi Gialli. «Preferisco che resti un gioco vero, anche maschio, fa parte dello spettacolo - spiega - Noi abbiamo vinto anche perché abbiamo ragionato. Se li vedete, i nostri non sono enormi, ma si sanno muovere. Cito ad esempio Salvatore Serra, che è in là con gli anni ma ha una grande visione di gioco».
Su una cosa Rossi e Azzurri sono d’accordo. Gli scontri non lasciano strascichi fuori dal campo. «Certo, se due si stanno antipatici, può darsi che litighino, ma lo farebbero comunque, anche senza la Palla Grossa - dice Giannini - Alla fine della partita ci siamo abbracciati»
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