Sicurezza
I prof “invisibili”: in mille condannati alla precarietà
E’ l’esercito degli insegnanti abilitati a suon di corsi costosi ma dimenticati dal piano di riforma del governo Renzi
PRATO. Solo a Prato sono oltre mille i docenti “invisibili”. A livello nazionale si sono soprannominati così tutti quegli insegnanti abilitati, inseriti in seconda fascia di istituto, dei quali il primo ministro Matteo Renzi si è completamente dimenticato nel suo piano di riforma della scuola. Il progetto del governo prevede l’eliminazione delle graduatorie ad esaurimento con l’assunzione di 150mila persone entro il prossimo anno, ma in esso non si è accennato alla fine che potrebbero fare tutti quei maestri e prof in piena regola, abilitati dal Miur a suon di corsi costosi e impegnativi, TFA e PAS, e oggi relegati in una seconda fascia da cui non vedono via d’uscita.
Proprio in questi giorni le segreterie scolastiche stanno pubblicato all’albo le graduatorie di istituto che, dopo l’apertura dell’aggiornamento 2014-2017, vede l’inserimento di tanti nuovi insegnanti, alcuni storici provenienti da fuori provincia, altri invece neo laureati che tentano per la prima volta la strada dell’istruzione. Il lavoro per gli uffici scolastici è stato lungo e complesso e, alla fine, ha prodotto corpose liste di seconda e terza fascia. Nelle prime, come accennavamo, sono inclusi i docenti abilitati “invisibili”, ovvero coloro che hanno frequentato e superato corsi di specializzazione; nelle altre, tutti i giovani freschi di laurea e coloro con esperienza che non hanno però potuto seguire percorsi abilitanti in seguito ai paletti posti dal Miur e, ora, dal futuro ancora più incerto. In sostanza, è un grande “esercito fantasma” di insegnanti precari che, negli anni, si è trovato a lavorare in classe con lunghi incarichi, e non per semplici supplenze settimanali e che, adesso, ignora la propria destinazione occupazionale. I numeri sono alti.
Essendo graduatorie d’istituto, ogni scuola della provincia ha delle proprie liste suddivise per ordine di istruzione e classe di insegnamento, ma i nomi dei candidati spesso si ripetono e i dati alla fine si discostano di poco da un plesso all’altro. Per far capire chi siano i prof e i maestri “fantasma” a Prato, si esaminano le graduatorie di alcune scuole. All’istituto comprensivo Gandhi la seconda fascia delle scuole dell’infanzia è popolata da 431 maestri, quella della primaria da 417, alle medie sono 104 i prof abilitati, a cui si aggiungono 681 candidati di terza fascia. A conti fatti, sono oltre mille i docenti invisibili, più quelli di terza fascia, tutti però di grande aiuto per mandare avanti la macchina della scuola.
Numeri che purtroppo non si esauriscono qui perché i dati delle scuole superiori sono ancora più significativi e le liste dei candidati si allungano ulteriormente. In alcuni casi i nominativi di certi insegnanti si possono ritrovare sia nelle scuole secondarie di primo che di secondo grado, in base al tipo di abilitazione o di classe di concorso posseduta dal professore, ma nel complesso le cifre sono di poco in eccesso. Prendiamo per esempio l’istituto professionale Datini, esso si ritrova con circa novanta persone in seconda fascia d’istituto, mentre la terza fascia è popolata da ben 1547 aspiranti professori, dei più differenti insegnamenti, desiderosi di poter essere pescati per una supplenza. Situazione simile al Copernico, con 64 prof in seconda fascia e 782 in terza. Uno sguardo anche al liceo Cicognini-Rodari, con 81 candidati nelle seconde fasce e 893 nelle terze.
I dati delle segreterie sono ancora provvisori, per tutta la prossima settimana i candidati che notassero errori nelle attribuzioni dei punteggi possono presentare ricorso e chiederne la correzione. Ma al di là della modifica dei punti personali, ciò che più preme in questo momento è far sentire a Roma che esistono anche gli “invisibili”. Già la prossima settimana sono previste le prime manifestazioni davanti a Montecitorio con pullman in partenza da Pistoia e da Firenze.
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