Gioco
La Prato sportiva ai funerali di Giovanni Napolitano
Affollata la chiesa di Narnali per l’ultimo saluto all’ex giocatore ed allenatore stroncato da un malore sul campo di calcio. Vola in cielo portata da palloncini rossi e blu la maglia numero 10 di Napolitano
PRATO. Centinaia di persone hanno affollato la chiesa di Narnali, oggi 6 settembre, per partecipare ai funerali di Giovanni Napolitano, 35 anni, l’allenatore della squadra Uisp del Viaccia ed ex calciatore con alle spalle molti anni di militanza in diverse squadre pratesi. Giovanni Napolitano è stato ucciso da un malore mentre lo scorso lunedì sera stava allenando la sua squadra sul campo di Viaccia. Una tragedia che ha gettato nello sconforto la sua famiglia e tutti coloro che negli anni avevano imparato ad apprezzarlo sia come sportivo che come uomo. E che ha commosso tutti in particolare quando gli amici e i familiari nel luogo dove Giovanni si è sentito male hanno fatto volare in cielo la sua maglia, la numero 10, con dei palloncini.
(La maglia di Giovanni vola in cielo, il video)

Nella chiesa sono entrati tutti dopo di lui mentre la bara sfilava davanti ai piccoli calciatori del Viaccia, la squadra dove aveva giocato fino a tre anni fa. Sono stati i bambini, con indosso i colori della società,a formare una lunga fila lungo la scalinata che porta all'ingresso di Santa Maria Assunta

Sulla bara i fiori e le maglie delle squadre con le firme dei suoi compagni. E gli scarpini compagni di tante partite.

"Dico solo due parole per Giovanni. Sono anch'io in difficoltà", ha esordito don Bruno Martini, parroco di Narnali.

"Nel Vangelo Gesù dice qualcosa di importante. Siate pronti con le lucerne accese. Date amore. Anche voi tenetevi pronti. Ora siate vicini alla famiglia. A Giovanni che è vicino a noi, vicini al padre Antonio, ai fratelli Giuseppe e Stefania".
Al termine della messa la famiglia ha salutato il proprio congiunto affidando a una compaesana un messaggio di ringraziamento "per l'affetto ricevuto in questi giorni". E invitando al campo sportivo di Viaccia dove, nel punto in cui Giovanni ha avuto il malore, la sua maglia, la numero 10, è volata in cielo portata da dei palloncini.
Campo dove ad attenderlo c'erano gli amici di sempre, i compagni di tante partite che a Giovanni - con dei grandi striscioni - hanno voluto dire "ci ha dribblato tutti" e "passami la palla e...corri ad abbracciarmi".




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