Il dolore
Arrestato il titolare di un capannone-dormitorio
Trovati cinque clandestini al lavoro. Blitz degli ispettori della task force locale in un laboratorio cinese nella zona nord di Prato
PRATO. Capannone sequestrato, denunciato e subito processato per direttissima il titolare. Ha lasciato il segno l’ispezione della task force locale - composta da Asl, Polizia Municipale, Inps, Finanza ed altri enti - contro il lavoro irregolare avvenuta nel tardo pomeriggio di venerdì 6 in un laboratorio tessile al numero 116 di via Bologna. Insolita anche la zona, visto che di solito i blitz sono avvenuti nei macrolotti.
In questa circostanza l’Asl e i vigili urbani si sono imbattuti in un capannone-dormitorio dalle condizioni igienico-sanitarie a dir poco precarie. All’interno c’erano dodici persone, compresi i titolari e i due figli minori di questi ultimi, nonché una serie di operai, di cui ben cinque clandestini, tutti di origine cinese.

Al titolare del laboratorio, oltre a una serie di irregolarità, è stata contestato il reato di favoreggiamento della permanenza di clandestini ai fini di profitto, aggravato dal numero elevato di persone sfruttate. Lo stesso reato contestato ai titolare della confezione di via Toscana in cui morirono sette cinesi nell’incendio del primo dicembre 2013. Il cinese è stato processato per direttissima al tribunale di Prato.
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