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Prato

Imprenditore fa causa alla Popolare di Vicenza

Imprenditore fa causa alla Popolare di Vicenza

Santini, ex vicepresidente del Prato e già titolare della Filatura di Bagnolo, è convinto che la banca gli abbia praticato interessi superiori a quelli di legge

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PRATO. Un noto imprenditore pratese si è convinto che la banca della quale è stato per anni cliente abbia tradito la sua fiducia e così ha deciso di presentare un esposto penale alla Procura delal Repubblica sostenendo di essere stato sottoposto a usura da parte della Banca popolare di Vicenza, agenzia di Casarsa. Si tratta della storia di Riccardo Santini, ex vicepresidente del Prato e già titolare della Filatura di Bagnolo, a Montemurlo,poi messa in liquidazione.

Proprio durante le fasi della liquidazione, scrive Santini nell’esposto depositato in Procura, è stato fatto un esame sui conti dell’azienda e da questo accertamento sarebbero emerse «rilevanti divergenze rispetto a quanto invece in meno sarebbe dovuto (dalla Filatura di Bagnolo, ndr) a seguito della corretta applicazione delle condizioni contrattuali».

In particolare, i conteggi sono stati effettuati tenendo conto di tutte le commissioni quali interessi, per arrivare al calcolo del Tasso effettivo globale. L’avvocato di Santini cita la Cassazione, la sentenza 46.669 del 2011, che in tema di usura «ai fini della valutazione dell’eventuale carattere usuraio del tasso effettivo globale di interesse praticato da un istituto di credito», ha sostenuto che «deve tenersi conto anche della commissione di massimo scoperto», e che «rilevanti ai fini della determinazione del tasso usurario», sono «tutti gli oneri che l’utente sopporta in relazione all’utilizzo del credito».

Santini si fa forte anche di una consulenza di parte redatta dalla ragioniera Romania Oropallo. Nel corso di un accertamento tecnico preventivo chiesto e ottenuto dall’imprenditore in una causa civile contro la banca, la perizia del consulente tecnico d’ufficio, ricorda l’esposto «ha accertato l’applicazione da parte della banca convenuta di interessi usurari ex legge 108/96 per un indebito di 46.295 euro». La stessa somma che il Ctu ritiene debba essere restituita.

Santini ha fatto causa in sede civile anche ad altri istituti di credito per motivi simili e in un paio di casi ha risolto con una transazione. «Ho pagato tutti i miei creditori - dice l’imprenditore - e ora chiedo solo ciò che mi spetta».

La Banca popolare di Vicenza, a cui giorni fa abbiamo chiesto chiarimenti sulla vicenda e una sua versione dei fatti, ha fatto sapere che «è convinta di aver operato correttamente nel rispetto delle normative vigenti». (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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