Il Tirreno

Prato

Autista insulta orientale col passeggino in bus e l’italiana che la difende

Paola Marano

La giovane mamma, che aveva il bimbo in braccio, colpevole di non aver chiuso la carrozzina sul mezzo. Esposto alla Cap che assicura: “Indagheremo sul caso”

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PRATO. Una ragazza cinese si rifiuta di chiudere il passeggino del figlio neonato e viene aggredita verbalmente da un autista Cap della linea arancio della Lam. E' successo ieri intorno alle 20, quando, secondo la ricostruzione di una testimone che si dice “indignata” ma preferisce restare anonima, la ragazza si accingeva a salire sul bus alla fermata di Porta Leone con il suo bambino.

A quel punto il conducente ha lasciato la sua postazione per ordinarle di chiudere il passeggino in virtù di un divieto secondo cui è assolutamente vietato tenere il passeggino aperto su di un autobus. Ma la sollecitazione non ha visto protagonisti i toni pacati ed educati di un' informazione di servizio, bensì prepotenti offese a sfondo razziale e minacce di non proseguire la corsa.

In difficoltà nel chiudere il passeggino con il figlio in braccio, la ragazza si era posizionata in maniera tale da non essere di intralcio alla marcia. Dopo un ulteriore insulto, a cui si è difesa a tono, ha deciso però di scendere con risentimento dall'autobus, nonostante avesse pagato il titolo di viaggio, e il bus ha ripreso la corsa.

Il clima teso non si è allentato neanche allora. In procinto di scendere alla sua fermata, la testimone, che aveva riflettuto sull'accaduto, si è recata dall'autista per chiedergli in maniera gentile dove fosse affisso il divieto di non salire con il passeggino aperto sull'autobus.Il trattamento ricevuto non è stato poi tanto diverso da quello riservato alla ragazza cinese. L'uomo l'ha infatti congedata in malo modo, chiudendo le porte e andando via. La passeggera ha anche presentato un esposto e denunciato il fatto alla Cap, senza ricevere ancora risposta.

"Faremo delle indagini, verificheremo l'accaduto e se sarà necessario provvederemo con delle sanzioni",ha replicato il presidente della Cap Giuseppe Gori, che sottolinea: " I mezzi di trasporto sono lo specchio di una città multietnica come Prato. Si cerca di mantenere toni tranquilli e non di razzismo, ma qualche testa calda purtroppo c'è sempre".

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