Il Tirreno

Prato

Muore travolta dal furgone sulla 325

di Alessandra Agrati
Muore travolta dal furgone sulla 325

Terribile schianto: feriti il figlio, geometra in Comune, e un amico. Il conducente: «Ho avuto un colpo di sonno»

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VAIANO. Muore a 86 anni investita da un furgone mentre chiacchierava con il figlio e un conoscente. E' successo ieri pomeriggio verso le 14,30 a Rilaio, l'ultimo tratto della ex statale 325,per chi procede verso nord, prima del cartello di inizio del comune di Cantagallo. Elia Casati Bartolini, insieme al figlio Luigi, 60 anni, geometra al Comune di Vaiano e ad un amico di quest' ultimo, Besnik Muka di 37 anni, di nazionalità albanese, era ferma sul ciglio della strada, all'altezza della sua abitazione al civico 292 (lato sinistra per chi arriva da Prato), quando è stata centrata da un furgone Opel Combo.

Il conducente ha detto di aver accusato un colpo di sonno e appena si è svegliato ha capito immediatamente la gravità della situazione. «Ho ammazzato tre persone» ha urlato, secondo gli automobilisti che si trovavano dietro al suo camioncino. In realtà è morta solo Elia, dopo una breve agonia, Luigi è stato trasportato a Careggi con l'elisoccorso, atterrato al campo sportivo: le sue condizioni sono gravi ma non critiche. Il terzo uomo, Besnik (conosciuto come Nicola), invece, è stato trasportato da un'ambulanza della Misericordia di Vaiano all’ospedale Santo Stefano di Prato.

Sul posto la polizia municipale, i carabinieri di Vernio e quelli in congedo per regolare il traffico. Tutto si è svolto nel giro di pochi secondi, un forte rumore e poi le urla del conducente del furgone che chiedeva aiuto.

«Stavamo prendendo il caffè in cucina – raccontano alcuni testimoni – quando abbiamo sentito un boato, ci siamo affacciati e abbiamo visto Elia a terra. Ci siamo precipitati sulla strada e abbiamo notato anche gli altri due feriti». L'anziana signora ha riportato gravi ferite alla testa e le sue condizioni sono apparse subito critiche; all' arrivo dell'ambulanza respirava ancora, ma dopo poco il medico ha constato la morte clinica. Il furgone ha fatto un salto di corsia, ha centrato la macchina dell’albanese parcheggiata lungo la 325 e poi i tre, che non hanno avuto il tempo di rendersi conto di quello che stava succedendo.

In un primo momento sembrava che sulla Opel Zafira ci fossero anche i figli dell' uomo di origine slava, notizia che poi è stata smentita. L'investitore è un uomo italiano di mezza età che è rimasto per diverse ore sotto choc, incredulo di aver provocato la morte di una persona. È stato sottoposto all' alcoltest, ma è risultato negativo. Lui stesso ha fornito la spiegazione di un colpo di sonno. Visibilmente provata anche la conducente della vettura che viaggiava dietro il furgone, secondo i testimoni la signora è uscita inveendo contro l'uomo.

Elia Casati era molto conosciuta in paese, viveva insieme al figlio Luigi, alla figlia Loredana, al genero e a un nipote che al momento dell'incidente non era in casa. «Da quando era stata operata al cuore – spiega una vicina di casa – spesso di sedeva accanto alla finestra a lavorare ai ferri. Voglio ricordarla così, che mi saluta mentre passo davanti a lei». Luigi non è spostato e lavora come geometra al comune di Vaiano, Besnik Muka vive a Vaiano, ha 37 anni e ha due figli.

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