Il Tirreno

Prato

La morte di Giovanni Polemiche sui soccorsi

La morte di Giovanni Polemiche sui soccorsi

L’allenatore della squadra di Viaccia forse ucciso da un infarto Il 118: «Giusto inviare inizialmente un’ambulanza senza il medico»

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Probabilmente è stato un infarto fulminante a uccidere a soli 35 anni Giovanni Napolitano, l’allenatore della formazione Uisp del Viaccia, che lunedì sera si è accasciato al campo sportivo di via Valdingole e non si è più rialzato, ma le testimonianze raccolte sul posto e la ricostruzione della dinamica lasciano qualche dubbio ancora da chiarire sui soccorsi.

In particolare sulla gestione delle ambulanze da parte della centrale del 118 di Firenze. Infatti, dopo aver ricevuto la prima chiamata che chiedeva soccorso, sul posto è stata inviata un’ambulanza infermieristica della Misericordia. Solo in seguito ne è arrivata un’altra della Misericordia col medico. I minuti in questi casi sembrano ore e gli amici di Giovanni ieri mattina parlavano di un’attesa di circa 20 minuti prima dei soccorsi.

Sui tempi chiarisce tutto la dottoressa Lucia De Vito, direttrice della centrale 118. «La prima chiamata - spiega - è arrivata alle 21,42. Si parlava di un malore con paziente cosciente che respirava. L’ambulanza è arrivata alle 21,52. Constatate le condizioni del paziente, l’infermiere ha chiesto l’intervento del medico e la seconda ambulanza è arrivata alle 22,01. Alle 22,55 è arrivata un’altra chiamata che sollecitava l’ambulanza, il paziente era ancora cosciente, ha perso conoscenza durante la chiamata. Dal punto di vista operativo non vedo criticità. Il medico viene inviato quando c’è una grave compromissione delle funzioni vitali, un pericolo di vita imminente. Chiedere l’appoggio medico dopo il primo intervento non è raro. Non mi meraviglia che amici e parenti siano sconvolti. Hanno diritto ad avere tutte le spiegazioni. Anche noi siamo addolorati».

Anche sulla modalità dei soccorsi farà accertamenti il sostituto procuratore Lorenzo Gestri, che ha aperto un fascicolo sull’accaduto. Giovanni Napolitano era in possesso di un certificato di idoneità sportiva che sarebbe scaduto alla fine del mese di settembre. Lo ha accertato il sostituto magistrato, che ha incaricato i carabinieri del Nucleo investigativo di ricostruire nei dettagli la dinamica dell'episodio. Verrà sentito il medico di famiglia e verificato l'iter per il rilascio del certificato di idoneità sportiva, ma al momento non ci sono indagati. A un medico legale verrà affidato l'incarico di eseguire l'autopsia. Se si è trattato di un problema cardiaco, potrebbe anche non aver dato segni prima del malore.

Era il suo primo allenamento da allenatore della Libertà Viaccia 1945, squadra che disputa il campionato Uisp di Prato. Giovanni Napolitano, insieme al suo gruppo di 25 giocatori si erano ritrovati per riprendere l'attività calcistica dopo le ferie estive. Come al solito, al campo di Viaccia, si sono cambiati e il nuovo mister, lo scorso anno era giocatore della squadra del suo quartiere e tra l'altro era stato tra i convocati nella rappresentativa Uisp di Prato, ma si capiva che poteva essere lui il nuovo allenatore della squadra del circolo di Viaccia, ha raccolto intorno a sé tutta la squadra e ha dato le sue direttive per la nuova stagione. Dopo circa 20 minuti di chiaccherata è iniziato l'allenamento. Dopo nenache 10 minuti, dove tra l'altro si scherzava e il clima era quello di sempre, è successa la tragedia. Il giovane mister si è accasciato al suolo proprio mentre stava effettuando il riscaldamento e qualche esercizio con la squadra. A quel punto sono stati chiamati subito i soccorsi ed è arrivata l'ambulanza della Misericordia di Prato e Oste inviate dal 118. La prima era senza medico e Fontani, anche lui tra i componenti della squadra di Viaccia e che lavora in una casa di riposo, insieme a un volontario hanno provato a rianimarlo con il defibrillatore che era a disposizione nell'impianto. Vedendo che non rispondeva hanno provato con il massaggio cardiaco e dopo circa 5 minuti è arrivato il medico con l'altra ambulanza ed anche lui ha provato a rianimarlo ma purtroppo per Giovanni non c'è stato niente da fare.

Un dolore incredibile per tutta la squadra e un silenzio che è sceso sull'impianto via Valdingole per un qualcosa che era imprevedibile anche perchè Napolitano era un atleta vero. «Fin da bambino ha sempre giocato a pallone e aveva un fisico eccezionale - spiega Alessandro Fanetti, allenatore della scorsa stagione del Viaccia - Lo scorso anno ha fatto la differenza e infatti era stato convocato in rappresentativa. L'anno prima aveva giocato a Montale e due anni fa nella squadra del Viaccia e con lui era arrivata la promozione. In passato aveva fatto le giovanili a Maliseti e aveva giocato in molte squadre a Prato tra cui il Coiano santa Lucia. Era un centrocampista con i piedi buoni e giocava con il numero 10 e già si vedeva che era un allenatore in campo ed era un grande tifoso del Napoli. Io infatti quest'anno avevo dei problemi al lavoro e mi è sembrato giusto dire a lui di provare a fare l'allenatore. Era perfetto per questo ruolo».

Paolo Nencioni

Vezio Trifoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web