Il Tirreno

Prato

«L’aggressore? Deve essere aiutato, perché non capiti ad altri»

«L’aggressore? Deve essere aiutato, perché non capiti ad altri»

Prato, parla una familiare di una delle tre persone colpite in via Soffici da un uomo di 55 anni poi fermato dalla polizia: «Ha grossi problemi psichici, nemmeno la sua famiglia riesce a venirne a capo»

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PRATO. «Quell’uomo ha gravi problemi psichici e ce l’ha col mondo intero, compresa la sua famiglia che non riesce a venirne a capo per aiutarlo». A parlare così è Catia, una familiare di una delle tre persone che sono state aggredite lunedì mattina, 1° settembre, da un uomo di 55 anni in via Soffici, poi sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio per le sue precarie condizioni psichiche e ricoverato in ospedale.

«Non vogliamo tanto clamore - spiega Catia - Vogliamo solo che qualcuno lo aiuti per lui stesso e per le persone che si trova davanti e per la sua famiglia. Ieri alla fine è andata bene, solo delle lesioni, ma poi bisogna vedere quando esce, che cosa gli salta per la testa». I residenti di via Soffici conoscono bene la situazione e spesso incrociano il cinquantacinquenne, che non ha un lavoro fisso, mentre urla per strada.

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