Sicurezza
Blitz nelle aziende, solo contravvenzioni
Primo giorno di controlli degli ispettori Asl: né dormitori né irregolarità gravi. Il sindaco: «Controlleremo tutte le imprese»
PRATO. L’ex assessore sceriffo Aldo Milone avrebbe sicuramente detto che qualcosa non era andato per il verso giusto. Il sindaco Matteo Biffoni invece, con la serenità che lo contraddistingue, si limita a dire che ieri è stato solo il primo giorno di quello che è un piano destinato a durare tre anni e che, giorno per giorno, darà risultati anche molto diversi tra loro perchè alla fine è il risultato complessivo che conta e non ogni singolo pezzetto.
Nel giorno del via libera ufficiale ai controlli nelle aziende cinesi il bilancio del blitz è stato infatti molto diverso da quelli a cui Prato si è abituata negli anni. Le tre aziende controllate (Anna di San Paolo, Enrico di via Bologna e Fashion Lab di via De Sanctis) sono state trovate sostanzialmente in regola. O comunque con irregolarità sanabili con delle contravvenzioni.
«Abbiamo deciso che in una prima fase - spiega Renzo Berti, coordinatore del progetto di Regione Toscana e Asl per i controlli - saranno visitate prevalentemente le imprese che da poco hanno fatto la richiesta per l’accensione delle macchine. Un punto di partenza dal momento che in tre anni contiamo di andare in tutte le aziende e che da qui alla fine dell’anno saranno fatti 1.000 controlli. Un intervento, per rispondere alle polemiche dei giorni scorsi, che ha visto anche l’incremento di sette amministrativi e 4 tecnici della prevenzione in Tribunale».
L’obiettivo è quello di creare pressione nella comunità cinese in modo che si capisca che rispettare le regole conviene e chi non lo fa non potrà più farla franca. «Con questo numero di controlli - interviene il sindaco Matteo Biffoni - è evidente che la comunità cinese sentirà la pressione. Non si va più infatti a colpire solamente quelle aziende per cui ci sono state delle segnalazioni, questo è anche il motivo per cui oggi sono state elevate solo multe amministrative, ma tutte le aziende che operano sul territorio. Non potranno insomma più esserci aziende che stanno nell’ombra: il nostro obiettivo è quello di avere aziende, anche straniere, che sono per noi una ricchezza e altre, irregolari, che chiuderanno». In Comune si spera che questa sia la strada giusta a cui saranno affiancati anche progetti di integrazione.
«Da una parte i controlli serrati - riferisce il sindaco - e dall’altra progetto con i mediatori culturali, rafforzamenti dell’organico del Tribunale e piano educativi con le scuole. Speriamo che i principi del nostro modo di agire si diffondano a macchia d’olio e si ottengano risultati importanti per tutti».
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