Attenzione
Tredicenne adescata sul web, scattano altri due arresti
In manette due trentenni in Sicilia e in Veneto oltre al quarantenne di Prato, dipendente dell'Asm. Non c’è stato scambio di denaro. Un investigatore: «Le ragazzine di quell’età si sentono valorizzate dalle attenzioni degli adulti»
PRATO. Altre due persone, oltre al quarantenne pratese finito in carcere giovedì 28, sposato e dipendente dell'Asm, sono state arrestate dalla Polizia postale di Trento nell’ambito dell’inchiesta sulle molestie a una tredicenne che risiede in provincia di Trento, adescata dagli adulti sul social network WhatsApp. Un arresto nei confronti di un trentenne residente in Veneto era scattato nei giorni scorsi, mentre giovedì le manette sono scattate anche ai polsi di un trentenne residente in Sicilia. Tutti e tre, spiega il Compartimento della polizia postale di Trento, erano entrati in contatto con la tredicenne, prima su WhatsApp e poi con vere e proprie chiamate telefoniche, convincendo la ragazza a inviare foto e video con atti di autoerotismo.
Agli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Rosalia Affinito, non risulta che tra i protagonisti della vicenda ci sia stato scambio di denaro, nemmeno di ricariche telefoniche, come era avvenuto in casi simili in passato. «Quando sono così giovani - spiega la dirigente del Compartimento, Tiziana Pagnozzi - le ragazzine si sentono in qualche modo valorizzate dalle attenzioni degli adulti». Ad accorgersi che c’era qualcosa che non andava è stata la madre della ragazza, alla quale poi la tredicenne ha confermato di aver spedito i video con atti di autoerotismo.
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