Gioco
«Io l’ho fatto, mi sono divertita»
Il racconto di Clizia Capecchi: per alcuni mesi è stata “mystery shopper” e ora è marketing specialist per un’azienda di Zurigo
PRATO. La sua professione: “marketing specialist”. Quando prova a spiegare a Prato in che cosa consiste, in molti tendono a banalizzarla: «Ah, capito. Pubblicità», è la battuta più ricorrente.
A Zurigo invece è un’altra storia, quella di Clizia Capecchi, uno dei talenti di casa nostra che ha fatto le valigie per la Svizzera nel novembre 2010, quando di anni ne aveva 24. In tasca una laurea e un diploma professionale in digital marketing conseguito a Londra, Clizia si occupa ora di marketing dentro l’azienda “X-Rite Pantone Europe GmbH”, leader mondiale nell’industria dei colori, dalla sua sede di Zurigo.
«Era da un po' che cercavo un lavoro full time a Prato e dintorni, ma l'opportunità si è presentata Oltralpe. Il marketing viene visto a volte come una spesa fine a sé stessa nei budget aziendali, e non come un investimento che ha un suo ritorno, d’immagine, consapevolezza del brand, comunicazione e anche vendite. Purtroppo nella mia realtà non ho trovato l'occasione giusta: penso che parte della motivazione sia anche da attribuire alla nuova mansione, quella di “marketer”, sconosciuta nel suo vero significato».
Nel curriculum della prima ora di Clizia, che a Prato ha fatto anche l’istruttrice di nuoto, compare anche un’esperienza come “mystery shopper”: nel 2010, solo per pochi mesi, la giovane pratese ha vestito i panni della cliente in incognito in alcuni negozi, lavorando per conto di una società della piana fiorentina che le commissionava le visite.
E da buona ex “mystery shopping”, non può svelare i luoghi dove si è fermata. «E’ stata una breve parentesi, ma che mi ha permesso di imparare e anche divertirmi – racconta Clizia - Si ottiene una breve descrizione di quella che dovrà essere la visita dall'agenzia di riferimento, e dopo aver visitato il negozio e magari anche interagito con i commessi, inizia il vero lavoro da scrivania con una reportistica dettagliata e che risponda a tutte le esigenze del briefing».
Pochi mesi dopo, sarebbe arrivata la svolta: il trasferimento a Zurigo, «una piccola Berlino», come la definisce Clizia. Ed è con una certa dose di nostalgia per il Belpaese che nel 2011, dopo essersi fatta le ossa per un anno a Zurigo, Clizia ci riprova, spedendo curricula in Italia. Niente da fare. Probabilmente il binomio giovane età-esperienza scoraggiava i selezionatori: l'opportunità di carriera migliore al momento per lei rimane in Svizzera.
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