Finanza
Gru urta i cavi, operaio muore folgorato
L’incidente è avvenuto a Calenzano nel cantiere per la realizzazione della “bretella” di Carraia accanto all’Autosole
PRATO. La morte è arrivata improvvisa, dall’alto e senza preavviso. Una scarica elettrica che ha folgorato in un attimo un operaio di 48 anni, Maurizio Benassi, residente a Calenzano. L’incidente mortale è accaduto ieri mattina a Calenzano in località Carraia, nel cantiere per la realizzazione della “bretella” che toglierà il traffico di auto e camion dalla strada provinciale Barberinese, un progetto collegato alla costruzione della terza corsia dell’Autostrada del Sole, che passa qualche centinaio di metri sopra al luogo dell’incidente.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, poi confermata sostanzialmente nel pomeriggio, Benassi, dipendente della Pavimental Spa, si trovava sul cassone di un camion, impegnato ad agganciare un pesante cilindro di cemento armato al gancio di una gru, che era manovrata da un compagno di lavoro. Intorno alle 9,30 la gru avrebbe urtato un cavo elettrico e la scossa di corrente ha raggiunto Benassi, uccidendolo sul colpo.
Per qualche minuto, mentre i colleghi dell’operaio chiamavano il 118, la corrente elettrica è mancata nel paese di Carraia e le sirene dell’ambulanza e dei pompieri hanno confermato che era accaduto qualcosa di molto grave. Dalla centrale del 118 hanno fatto alzare in volo anche l’elicottero di soccorso, ma è stato tutto inutile, così come i tentativi di rianimazione sul posto. I carabinieri della Compagnia di Signa hanno avvisato il sostituto procuratore Antonio Sangermano, della Procura di Prato, competente per territorio, che ha disposto il trasferimento della salma all’Istituto di medicina legale di Careggi per l’autopsia, trasferimento effettuato dai servizi funebri delal Misericordia di Prato. Maurizio Benassi lascia la moglie e un figlio di 9 anni.
Il compagno di lavoro che manovrava la gru, uscito illeso dall’incidente, è stato descritto come molto provato da chi lo ha visto subito dopo la tragedia e nei prossimi giorni verrà probabilmente sentito anche dal magistrato inquirente. Gli altri operai si sono preoccupati soprattutto di tenere lontani curiosi e cronisti, facendo rispettare quasi alla lettera la regola che impone di indossare il giubbotto catarifrangente per accedere al cantiere.
Se la dinamica appare al momento abbastanza chiara, sono tutte da definire le eventuali responsabilità. Se è vero quanto dice Marco Benati, segretario provinciale della Fillea Cgil di Firenze (vedi articolo a fianco) e cioè che non si possono manovrare le gru sotto i cavi elettrici, allora bisognerà individuare chi ha autorizzato quell’operazione e chi ne ha valutato i rischi. Tutte cose di cui si occuperanno i tecnici del Dipartimento prevenzione dell’Asl e la magistratura nei prossimi giorni.
Ora invece è il momento del dolore per una famiglia che si vede privare all’improvviso di un uomo nel fiore degli anni.
Dicono che Maurizio Benassi fosse molto stimato dai colleghi per la sua generosità. Oggi i compagni di lavoro parteciperanno a un’assemblea coi rappresentanti sindacali e decideranno di promuovere una sottoscrizione per aiutare la famiglia del collega morto. Giuliano Fedeli, vicepresidente del Consiglio regionale, ha detto che bisogna «mantenere alta la guardia e vigilare sulla sicurezza sul lavoro» e ha annunciato che il Consiglio regionale osserverà un minuto di silenzio in occasione della prossima seduta fissata il 9 settembre.
Paolo Nencioni
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